Suicide ‘American Supreme’

(Blast First 2002)

Succede, alle volte, di ascoltare dischi per curiosità svogliata, per caso, perchè se ne ha l’occasione. Piccole nubi causali. Succede, non spesso, ma succede.
Posso ascoltare un disco per mille motivi, ma sono sempre lontano dalla volontà di ricostruzione storiografica, dall’agiografia e, più distubante di tutte, dalla trascendenza popolare.
Per costituzione, son fatto così.
E invece, cosa ti vedo su riviste e web-zine??
Copertine, articoli e recensioni più imbolsite delle foto che ritraggono i nostri vecchi muffiti eroi.
Non è ora di finirla mi domando?
Eppure lo amavo il loro primo a nome Suicide. C’era un rifacimento di Rocket USA sulle Peel Sessions dei Loop che mi faceva girar la testa tanta era l’affinità con l’originale, seppur il pezzo fosse indubbiamente in linea e fuori quadro rispetto alla cifra stilistica di entrambe i gruppi.
Oggi invece mi viene da ridere sentendo la base hip-hop con il solito parlato riverberato di Vega in Wrong Decision, la cassa dritta e tappeto acid di Swearin to the Flag, i richiami 80’s di Child it’s a New World.
C’è di peggio di certo: American Mean, Death Machine, Beggin for Miracles.
Dio… Alan non potevi limitarti a qualche apparizione sporadica e senza senso come nel corso degli anni passati? Eri riuscito così bene. Anche il cd con Pan Sonic rientrava perfettamente in un ottica perdente, laterale che di sicuro si adattava. Ma poi anche i Pan Sonic sono andati a puttane, quindi.
Bene. Altra figurina di riferimento che cade. L’ennesima
Quasi comincio a illudermi di poter diventare un uomo libero, un giorno.
Succede succede…

Voto: 3

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