Angelic Upstarts: le vecchie glorie dell’OI! in concerto

 

Ormai da decenni calcano le scene aizzando folle di punks e skins. La gioventù è perduta, ma l’orgoglio proletario dei sobborghi inglesi è ancora vivo. Più di un gruppo, una bandiera ormai…


ANGELIC UPSTARTS      


13 Dicembre 2002


Roma – Villaggio Globale


 


Il mio ricordo degli Angelic Upstarts risaliva al lontano marzo ’91, quando si esibirono in compagnia dei Blaggers I.T.A. al Centro Sociale Forte Prenestino. A questo giro la paura era quella di vedere rovinato questo ricordo e di rimanere ancora una volta deluso dal “ritorno” sul palco di una band i cui componenti vanno per i cinquanta anni. Ma in effetti, e per fortuna, non è andata così. Gli anni ci sono e l’agilità se n’è andata, ma bastano poche canzoni per capire che il combo inglese ha mantenuto la capacità di scaldare la platea e non ha perduto il suo approccio. Non fanno solo parte dello show, le loro teste rasate (quasi calve ormai), le dichiarazioni antifasciste e i tentativi di annullare la distanza tra chi sta sopra il palco e chi sta sotto. Tutto questo il pubblico lo sa e lo apprezza. Tra i presenti tantissimi ovviamente skins e punks insieme come agli albori degli “Angelici”.


Accanto a pezzi più recenti, suonano i classici attesi da tutti: gli animi si accendono quando partono le note di Two Million Voices, e subito dopo sono tutti a cantare Antifascist is what I am! . Poi, dopo un’introduzione in cui secondo il noto schema si dichiara orgoglioso di appartenere alla “working class” nonché del fatto che la sua famiglia ha combattuto i nazisti durante la II guerra, il cantante attacca England  forse la più famosa fra le ballate in stile punk-folk del gruppo. 


In generale le loro esecuzioni, rispetto alle versioni originali, hanno una certa impronta metal data soprattutto dal chitarrista che ogni tanto si prodiga in qualche assolo; comunque la cosa non dispiace.


Il trionfo lo ottengono con Last Night Another Soldier quando anche i più schivi fra il pubblico si lanciano ad urlare i cori. Ma non finisce qui perché poco dopo attaccano una versione punk-oi! di Bandiera Rossa cantata in italiano! E appena terminata si scatena un vero delirio con la cover-inno degli Sham-69 If The Kids Are United. A questo punto salutano ma solo per tornare qualche istante dopo per il bis che in effetti faticano a mantenere sul livello di trasporto espresso poco prima, nonostante l’ottima Police Oppression .     


 


Michele Panuccio