Repeat ‘Pool’

(Cut/Fringes 2002)

Sono passati ormai tre anni dall’uscita di “Temporary Contemporary” dei Repeat, disco le cui doti sono state il re-inventare certe strutture ambient ricamandole ininterrottamente con costanti flussi improvvisativi. E due anni da quella di “Select Dialect”, che si discosta di poco dal precedente album, per una leggera prevalenza di linguaggi scarni e tribali. Forse meno coinvolgente ma comunque non privo di attimi (minuti, istanti) in cui perdersi senza affanni.
Oggi!
“Pool” è la nuova fatica del duo composto (oramai una tradizione) dal batterista e percussionista Jason Kahn, nell’ambiente poliedrico menestrello, che balza da una parte all’altra del continente registrando e improvvisando ‘live set’ con mezzo circuito improvvissativo, (T. Sugimoto, E. Parker, C.Marclay e K.Drumm) e dal nipponico Toshimura Nakamura che tramite il suo/nostro (no-imput mixing board) modo di giostrare con il digitale, ha stretto contatti con altrettanti loschi outsiders (O.Yoshihide, K.Rowe, Sachico M.). Arrivati a questo punto “Pool” è la conferma definitiva del marchio Repeat che, se da una parte può rappresentare un appiattimento stilistico, dall’altra può giocare il ruolo di chi sa fare bene determinate cose in ogni suo dettaglio. Le tracce, completamente disadorne di nomi, sono delle lunghe e basse ‘litanie’ (chi invocheranno?), in cui senza equivoci si uniscono l’attrazione per i suoni metallici (che ossessionano Kahn in tutta la sua musica) e le velate-infiltrazioni elettroniche apportate dalla mano di Nakamura.
Il consiglio è di sicuro quello di continuare ad ascoltare musica come questa (di notte è perfetta), perché se dovessimo arrivare a stancarci, allora significa chedentro di noi qualcosa di emotivamente ‘negativo’ avanza spazzando tutto quello che di buono vi è rimasto.
The sound is…

Voto: 7

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