Loons

Alla scoperta di fotogrammi di sensazioni nascoste nel sottobosco pop parigino.
I Loons sono una delle realtà più affascinanti dell’indie pop made in France. Giovani sognatori pieni di disincanto e illusione al tempo stesso, improbabili materializzazioni viventi contemporanee di esistenze quali potevano essere quelle fotografate nelle copertine degli Smiths. Cinefili appassionati e autori di delicatezze pop lontane dalle mode dell’ultimo momento, artisti improvvisati e songwriters d’eccezione nel dare voce a una quotidianità fatta di ipersensibilità melodica, attimi di smarrimento, dolcezza inaspettata e gusto elegantemente retrò, si narrano per Kathodik con giocosità e realismo facendo seguire al breve racconto della loro storia, il punto di vista di Morgan su questioni poste così.. in ordine sparso.
La loro discografia annovera, oltre ai due albums “Loons” e “Dim Movies”, l’Ep “Split-Pop Hits #2” su Shiny Sunset Records più la partecipazione a varie compilations tra cui: “Elefant Radio 68.2 FM Stereo”, “Supermarket”, “Galaxy Beach”. Oltre ad aver contribuito al tributo ai Cardigans, parteciperanno prossimamamente al sampler ‘anarco-musicale’ tributo al regista francese Jean Vigo “Zero de Conduit” la cui uscita è prevista per i primi mesi del 2003. Al fianco di nomi quali Die Moulinettes, Green Pajamas o Electralane (tutti coinvolti nel progetto) i Loons sembrano voler ribadire anche in questo modo che la musica pop è forse niente più che un gioco… ma un gioco molto serio… a volte… ne va la vita.

History of Loons
All’epoca in cui Erwan stava iniziando a non frequentare più le lezioni, lui e Morgan si incontrarono in una scuola parigina proprio al ritorno di Morgan da tre anni di infanzia tardiva trascorsi negli Stati Uniti. Dopo pochi anni di giovanile, spensierate occupazioni quali tavoli da ping-pong autocostruiti o segrete fughe in treno verso spiagge britanniche, finalmente ci mettemmo finalmente a fare musica. Dopo almeno altri due anni di magnifiche quanto non remunerative fatiche, mettemmo insieme i Loons e otto mesi più tardi, nel febbraio del 1993, attraverso un annuncio al negozio di musica indipendente locale, incontrammo Caroline (che fino ad allora aveva trascorso il suo tempo libero a fare poesie e altro artigianato artistico nella Francia del sud e ad ascoltare i nostri stessi sound). Casualmente lei è stata l’unica persona che abbia mai risposto a quell’annuncio, tanto che non avremmo mai pensato di essere tanto fortunati. Da allora lei è diventata il terzo indispensabile pilastro per sopportare il peso dei nostri sogni e delle nostre speranze (sigh). Venne realizzato un primo album in Spagna attraverso l’Elefant Records intorno al ‘96 e, da allora, il trio si è solidificato grazie alla musicista orchestrale Catherine, che ha interpretato le parti di viola nelle canzoni più recenti. Siamo acora nei nostri vent’anni (grazie a Dio) sebbene ci stiamo pericolosamente “avvicinando al grande momento” quando il due diventa tre… e pensare che due dei tre non possono ancora neanche guidare (com’è triste)……….

Intervista

Puoi dirmi qualcosa circa l’ambiente musicale parigino? Esiste una scena pop a Parigi o si tratta soltanto di bands isolate? Vi sentite una sorta di entità separata dal resto della musica prodotta nella vostra città?

Sai cosa? Io penso che CI SIA una scena musicale qui a Parigi, però sfortunatamente noi non ne abbiamo mai fatto parte. Il che dimostra, ovviamente, che ci sono anche bands isolate come i Loons. Ultimamente abbiamo conosciuto molte altre persone che stanno al dentro dell’indie pop, alcune delle quali sono musicisti e speriamo di collaborare con loro in futuro. Ma non abbiamo mai pensato a noi stessi come a una band ‘parigina’.

I vostri albums sono stati entrambi pubblicati da etichette straniere. E successo per scelta o è stato in qualche modo una cosa casuale? 

E’ stato un po’ di tutt’e due effettivamente. Avevamo mandato i nostri demo alle etichettte che ci piacevano sparse per il mondo, senza privilegiare particolarmente la Francia. In qualche modo ci è piaciuta l’idea delle nostre canzoni che viaggiavano per il mondo. Mi sembra di ricordare che la nostra idea iniziale era di registrare un 7” in ogni paese. Poi invece decidemmo per gli Lps, ce ne rimangono ancora circa 187, giusto?

Qual’è il vostro background musicale? E quali i vostri gruppi contemporanei preferiti?

Il nostro background va dagli American Music Club ai Field Mice, da Cohen e Neil Young o Shelley Orphan o Nick Drake al materiale della Creation, della 4AD o della Sarah Records nei primi anni novanta, addirittura le prime cose della Cherry Red… I gruppi che ci piacciono oggi sono Tindersticks, Spain, Idaho, Smog , Tortoise, Will Oldham e certamente i Belle & Sebastian per nominarne solo alcuni.

Trovo il vostro album “Dim Movies” interamente coinvolgente a livello emozionale nonostante contegna atnosfere così diverse. Quale pensate sia il ‘filo rosso’ che unisce tutte le vostre canzoni?

Probabilmente è il fatto che abbiamo lavorato a tutte queste canzoni contemporaneamente concependole come opposte una di seguito all’altra. Prendendo idee da una e usandole per quella successiva. Abbiamo mantenuto una visione d’insieme generale delle cose a dispetto delle differenze di ‘stile’ tra gli arrangiamenti di canzoni individuali.

C’è qualche relazione tra la vostra musica e I vostri interessi cinematografici? Sarebbe possibile dire che “Dim Movies” sia una sorta di colonna sonora di un vostro mondo molto personale?

Questo è un modo lusinghiero di vedere le cose (mantienilo). Noi amiamo DAVVERO il cinema e i films e volevamo che queste canzoni ne fossero impregnate in qualche modo. Gli estratti non sono necessariamente presi dai ‘nostri film preferiti di tutti i tempi’ ma sono film che ci piacciono e sono ‘movie-fabric’, appartengono a quel regno che amiamo.

Quali sono I vostri progetti per il futuro? Come immaginate i loons tra dieci anni?

In dieci anni i Loons saranno più grandi dei Nirvana! Segna le mie parole! A meno che non decidiamo di cambiare nome (il che potrebbe accadere). Dieci anni sono un tempo piuttosto lungo, spero che avremo avuto la possibilità di far uscire un altro disco per allora, e probabilmente credo che conterrà più strumenti reali. Nel frattempo potremmo uscircene con qualcosa molto elettronico…

Da parte mia, attendo con ansia qualunque cosa.

Mauro Carassai