Annette Krebs ‘Guitar Solo’

Sarebbe curioso, per certi versi scontato, osservare le facce della gente dopo aver ascoltato un intero disco di Annette Krebs . Voi che dite?
Chiariamo che la mia battuta non vuole essere presuntuosa o sopra le righe. Io per primo trovo difficoltà nell’ascoltare questa musica, nella quale tutti gli elementi originari (strumenti, persone, luoghi precisi) evaporano completamente. Annette Krebs (collaborazioni con Radu Malfatti, Andrea Neumann, Taku Sugimoto, Axel Corner) si pone sia a fianco di artisti contemporanei del calibro di N’mperign o Dacthe Musik (per il modo viscerale e ‘fisico’ di suonare), che come continuatrice di discorsi più accademici cominciati mezzo secolo fa da John Cage (vedi i continui intercalare fra rumore assordante e silenzio assoluto). Questo nuovo lavoro uscito per Fringes riesce a mostrare pienamente il pensiero sonoro della Krebs essendo un’ opera interamente solista. Spartano e spinoso già a partire dalla confezione (cartoncino bianco ) e dalla totale assenza dei titoli dei brani. Anche se diviso in sette tracce, Guitar Solo apparirà alle nostre orecchie come un’unica suite. Silenzi assoluti inghiottiti e compressi da fruscii crescenti e metallici generati tramite il solo sfregamento della chitarra. Rintocchi, armonici spezzati, note prolungate al massimo creeranno atmosfere a momenti quasi isolazioniste (sempre tutto con una sola sei corde). Scariche elettrostatiche spuntano dal nulla, stuprando e contorcendo il nostro apparato uditivo. Senza dubbio un ascolto non facile, ma vedere una persona creare tutto ciò con l’aiuto della sola chitarra alleggerirà non poco le nostre sofferenze.

Voto: 8

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Autore: SergioEletto@kathodik.it