Max Carletti Trio ‘10 AM’

(Silta Recors 2014)

Che cosa ha ancora da dire la classica formazione jazz composta da chitarra, contrabbasso e batteria? Pare questa la domanda cui tenta di dare risposta l’album “10 AM”, opera del trio capitanato dal chitarrista Max Carletti. Insieme a Paolo Franciscone e a Stefano Profeta il musicista torinese lavora con gusto e procede per sottrazione, suggerendo più che proclamando. La prima traccia, che dà il nome al disco, è particolarmente equilibrata: la melodia delicata e suadente della chitarra vira improvvisamente verso una frase inquietante e come zoppa, per poi liberarsi in un solo ispirato. Il suono delle sei corde è sempre al centro, caldo e ricco di medi, come vuole la tradizione che in Wes Montgomery e Joe Pass riconosce i propri numi tutelari. Accattivante l’attacco di In the sun, tutto percussioni e Sud America; ipnotico il delay di Almost full moon, che si apre inaspettatamente verso un fraseggio funky; decisamente più sperimentale John me, con effetti interessanti in un’atmosfera elettrica. Il livello è alto ma già a metà album si inizia ad avere la sensazione di riascoltare qualcosa già sentito, o comunque di riesaminare le potenzialità del trio. Il risultato è sempre valido, ma l’eloquenza della chitarra finisce per tradursi in un monologo leggermente retorico. Alcuni brani più tenui, come Summer walk o Ten days, non aggiungono molto a quanto già detto. Più ispirato il finale, Quiet, delicatamente lirico. L’ascoltatore che ama la chitarra ritroverà il piacere di suggestioni note, ma (nel bene e nel male) non sobbalzerà sulla sedia per grandi colpi di scena.

Voto: 6

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