Le Luci della Centrale Elettrica Live


Le luci della centrale elettrica – Costellazioni a sud @ Teatro Leopardi di San Ginesio 08/12/2014Di Rachele Paganelli foto di Mary Spina
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Curioso, non ho mai pensato alle Marche, soprattutto San Ginesio (piccolo paesino tra i monti), come al “sud”. Effettivamente per Vasco Brondi lo è. Ieri al Teatro Leopardi è partito il suo tour acustico (accompagnato da Andrea Faccioli alle chitarre, seconda voce e computer), un posto raccolto ed intimo stracolmo di ragazzi perché si sa, Vasco è figlio degli anni zero e con il suo linguaggio contemporaneo arriva al cuore dei giovani disorientati, disillusi e precari in tutto.
Brondi ora intrattiene sul palco, non si confina in silenzio sul fondo e ci racconta aneddoti su Giovanni Lindo Ferretti e scherza su quanto sia piccola San Ginesio. Ho sensazioni contrastanti su questa avventura stellar minimale intrapresa dal nostro astronauta (adottato) emiliano: da una parte ci sono le vecchie canzoni come Cara catastrofe, Per combattere l’acne o Piromani (con un intenso finale parlato tratto proprio dal suo libro ‘Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero’) che sono il momento più alto del concerto con la loro crudeltà ed intensità valorizzate dalla seconda chitarra e dalla voce rabbiosa e piena di stonature ma carica di sentimenti in primo piano. Dall’altra i nuovi brani come Destini Generali, Firmamento, Macbeth nella nebbia o Ti vendi bene che mal si addicono alla scarnificazione perché, a dispetto dei vecchi, la loro forza sta proprio nei suoni elettronici, densi e potenti che sostengono la voce che qui ha bisogno di precisione. A sorpresa arrivano anche due cover, Amandoti dei CCCP e I Provinciali dei Baustelle, due band che Brondi ama tanto e che purtroppo non riesce ad omaggiare come si deve, anche in questo caso togliere non è stata una buona idea. Il concerto si chiude con Questo sconto tranquillo, una canzone che Vasco tempo fa descrisse come “la più stupida e la più felice” che abbia mai scritto, cantata senza microfoni con l’aiuto del pubblico. L’album ‘Costellazioni’ è stato la colonna sonora della mia estate ma questa volta Le luci della centrale elettrica mi ha lasciata perplessa, lo preferisco scomposto mentre balla sotto i bombardamenti di suoni e corre sul palco cantando (o meglio urlando) le sue canzoni. Questo lato completamente minimalista è stato il suo punto di partenza ma ora gli va stretto. Però di una cosa sono certa: Vasco arriva. E gli occhi dei ragazzi usciti dal teatro ne sono una conferma.