Was ‘A new place soon old’


(DeAmbula Records 2013)

Ci sono dischi che te li immagini come un’eterna tracklist di un telefilm. E molti potrebbero storcere il naso:“Come? Telefilm? Allora non vale niente”. Ed invece il telefilm arriva alla gente, spesso più di un film perché è più sottile, capillare. A volte tocca un nervo scoperto, è intenso e ti fa venire gli incubi, altre volte è dolce, quotidiano e sognante proprio come questo album con chitarre dolci, mellotron, percussioni morbide e voci sospirate a la Elliot Smith. Ci sono episodi poco convincenti per eccessiva leggerezza ripetuta fino a diventare noiosa come In the spring e Fallen stars altri invece, Under a full moon e Cold song, sono belli come le foglie in autunno. Questo disco è un esempio di come la melodia non debba essere schiava dell’eccesso e trovi potenza piena nell’essenziale.

Voto: 8

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Autore: ourgirl@hotmail.it