Pablo Montagne ‘Cordale’


(Setola Di Maiale 2012)

Ossessivo e frastornante.
Sulla lunga distanza, d’improvviso,
splendente.
Che frenesia, caparbietà ed acume
scavezzacollo, a Montagne non difettassero, “Solo
Immobile” e “Crudités” (in duo con il
batterista Giacomo Mongelli), l’avevan ampiamente
dimostrato.
Ora, “Cordale”, flette feroce,
articolazioni e corde.
Sollecitazione fisica, che per libera
rifrazione, emana scintille tutt’intorno.
Diciassette
composizioni, per chitarra acustica e classica.
Testarde
ripetizioni armoniche a rilascio continuo.
Senza respiro.
Un
flusso esecutivo impetuoso, saettante.
Inceppi, fratture ritmiche
e microvariazioni tonali.
Quel che accade d’inatteso, sospinge
Pablo, non il contrario.
Senza opporre resistenza, apre ogni
frammento di vela disponibile e si lascia trasportar veloce.
Ma
occorre quasi spezzarsi, per coglier il giusto vento.
Uno stato
di grazia, dolorosamente ottenuto, corpo in contorsione su corpo
ligneo cavo.
Lo senti, e non è un miraggio, sbuffar
anchilosato sullo sfondo.
E colpo su colpo, il cielo si squarcia e
le stelle appaion.
Diapositive sfocate degli Appalachi, un
vinilico Branca, inceppato nel solco, geometrie spezza ossa
Sharp.
Nel mezzo molta carne a penzolare.
Fra crampi e
sudore.
Sfinente ed esaltante.

Voto: 8

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