Owun ‘Le fantồme de Gustav’


(Autoproduzione 2012)

I “guarda scarpe” transalpini Owun sono in attività da vent’anni; al chitarrista/cantante Alexandre Turpin, al bassista Ludovic Turpin e al batterista Cédric Corréad nel 2007 si è aggiunto l’altro macinatore di sei corde Julien Chaize (non è un modo di dire, cfr. Acclame) per questi undici muri sonori che sono andati a costituire la magione intricata e fantasmatica di Gustav.
Le trame dei brani sono malignamente semplici in apparenza, notevole l’insistenza chitarristica (cfr. Volux +): a chi scrive sono tornati in mente e nelle orecchie i loro connazionali Ulan Bator. Non manca qualche malsana sottigliezza molto Velvet Underground (cfr. étoile en bout); i quattro peraltro non vogliono apparire come semplici rimestatori di rumore, ci tengono a far sapere che sanno anche suonare (cfr. il basso molto Swans contrapposto ai passaggi intricati di Carbone). La malinconia francese appare in Berceaux; il fantasma di Gustavo si materializza al meglio in Muralitè, melodia sonica molto evocativa. Conoscono il loro mestiere.
Per contattare il loro agente: julien@fiverosespress.net

Voto: 7

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