Zevious ‘After The Air Raid’


(Cuneiform 2009)

Esordio nel mondo della discografia ufficiale per i newyorkesi Zevious, dopo l’ album omonimo, autoprodotto nel 2007, che li ha imposti all’attenzione della scena nu-jazz della Grande Mela. Jazz elettrico, che guarda al math di stampo albiniano e al progressive, ossessivo e destabilizzante, in linea con le evoluzioni che il genere ha preso negli ultimi anni.

È la chitarra elettrica di Mike Eber a farla da padrona, a partire dalla traccia iniziale Where’s The Captain, addirittura furibonda, quasi punk a tratti. Coma Cluster allenta il passo poggiandosi interamente sulle distorsioni di Eber. In Mostly Skulls emerge l’attitudine più avant-metal del sound del trio, che diventa invece funereo e solfureo in That Ticket Exploded. The Noose vibra sotterraneamente prima che le ritmiche indiavolate di Inciting ci ridestino dal torpore. Gradual Trippy è un viaggio lisergico nel quale lo sguardo si amplia piano piano. In The Ditch i nostri tornano ad essere sinistramente abrasivi prima che la title track ci spedisca in un soporifero mondo del mistero popolato di droni industriali. The Children And The Rats torna ad addensarsi su grumi di feedback che nella conclusive Glass Tables si sciolgono in un inseguimento delirante.

‘After The Air Raid’, interamente strumentale, non è certo dei dischi più facili ai quali avvicinarsi. Ricco di virtuosismi più che di sperimentazioni, un album per fanatici del crossover jazz-rock che tanto va di moda oggi.

Voto: 6

Link correlati:Zevious My Space Page