I Like Trains Live

@ Bronson Club – Ravenna, Venerdì 28 Gennaio 2011 

 


 


 


 


 


 


Di Damiano Gerli


anticsuperstar@hotmail.com


I concerti nell’italico suolo non hanno proprio gli stessi orari che in quel della perfida Albione, questo gli spettatori più smaliziati lo sanno bene. E a quanto pare lo sanno anche gli Iliketrains, visto che nonostante la puntualità nostra e del pubblico, se la son presa comoda, cominciando dopo le 23 e utilizzando il tempo per vendere svariato merchandise e presenziare per improbabili fotografie.
L’occasione mi è stata comunque gradita per qualche saluto e chiacchiera con i membri della band, ragazzi disponibili e davvero con i piedi per terra.
Si comincia dunque, il pubblico non è moltissimo, ma l’interesse e l’attesa è palpitante; difatti è la terza volta che la band inglese si esibisce in zona, estendendo il loro tour in Italia, la loro prima visita fù nel 2008.
La setlist è generosamente dedicata al loro ultimo lavoro, ‘He who saw the deep’, album che li vede sperimentare su un lato più strettamente melodico rispetto al passato. Nonostante la tiepida ricezione da parte della critica (cosa che ha caratterizzato l’intera discografia del gruppo, a dirla tutta), i nuovi Trains sono invece stati particolarmente apprezzati dal pubblico, pur nella loro attuale formazione a quattro, più classicamente rock.
E’ proprio con uno dei brani del nuovo album che si aprono le danze, Sirens, uno degli esperimenti più riusciti proprio dal punto di vista melodico, grazie all’intelligente utilizzo del limitato timbro vocale del cantante Dave Martin. Si prosegue con qualche breve visita al primo lavoro (A Rook House for Bobby) più qualche giusto ripescaggio da ‘Elegies to Lessons Learnt’ (Victress e The Voice of Reason). Chi li ha già visti in passato, non potrà fare a meno di meravigliarsi dell’attitudine molto più rock dei quattro, unita a un volume notevolmente più loud. In passato la loro tecnica usuale era di esplodere nel finale dopo una cinquantina di minuti di tensione che si tagliava con il coltello; adesso invece l’esperienza è molto più in-your-face e seducente, almeno per quanto riguarda i decibel.
Al di là di questa mera constatazione, il gruppo è apprezzabile anche così, in ogni caso le atmosfere dei vecchi brani rimangono comunque intatte. Particolarmente attesa e gradita dal pubblico è la classica Terra Nova, che ha giovato davvero dell’arrangiamento più rock. Dopo una decina di pezzi, concludono con la notevolissima Sea of Regrets, brano che riesce in maniera sapiente a fondere melodia e sonorità post-rock.
Ed è proprio nell’encore che i nostri ci riservano ancora qualche sorpresa, addirittura due brani, per festeggiare il compleanno del loro sound tech e il primo dei due pezzi è nient’altro che Stainless Steel. Una vera sorpresa per i fan di vecchia data, suonato raramente dai quattro e perfettamente in grado di ricordare a tutti quanto fossero splendidamente “irritanti” i Trains sonoricamente tenuti al guinzaglio. E infine, c’è ovviamente Spencer Perceval, casinara e rumorosa come non mai.
Insomma, una gran bella serata, fa piacere rivedere il gruppo particolarmente in forma, simpatico e con tanta voglia di suonare. Non possiamo che apprezzare. Ringraziamenti a Sara per il supporto fotografico, Davide di Grinding Halt e tutto il Bronson Club per l’ospitalità.