Amy Briggs ‘Tangos for piano’


(Ravello Records 2010)

Il tango, lo si sa ormai bene, è qualcosa di più di una danza, o di una musica che serve ad accompagnare una particolare danza. Esso è musica autosufficiente e autosignificante, capace di evocare un intero mondo, in cui nostalgia ed eros si fondono in una miscela unica e irripetibile. La pianista Amy Briggs in questo cd della Ravello, porta avanti un progetto intrapreso anni fa da Yvar Mikhashoff, il quale commissionò a svariati compositori (più di cento) di scrivere dei moderni tanghi. La Briggs esegue qui alcuni di questi brani, più altri brani da lei stessa commissionati a compositori contemporanei. All’inizio e alla fine del cd sono eseguiti i due pezzi che, a mio avviso, fungono da paradigmi di tutto ciò che succede nel mezzo. Si tratta dell’algido, spigoloso e frammentato Tango di Igor Stravinsky e dell’appassionato, vigoroso e trascinante Escualo di Astor Piazzola. A giudicare dal carattere dei brani eseguiti dalla Briggs, a prevalere è forse il modello stravinskiano. Ma solo quando il costruttivismo, pur anche fantasioso, viene attraversato dalla scintilla della passione (che Astor meglio di tutti ha catturato) si hanno i frutti migliori.

Voto: 8

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