The Camp Hours ‘Wise as a Tree’

(Soul Craft Records/Vacation House Records 2009)

Non sentivo da un po’ di tempo questo tipo di sonorità da una band d’italica provenienza, e bisogna dire che è piacevole di tanto in tanto ricaderci. Sì, perché i Camp Hours suonano un rock ambient e dalle sonorità progressive, molto devoto a un certo sound inizio anni ’70, scevro però di qualsiasi velleità virtuosistica e dai minutaggi contenuti. Insomma quella musicalità riportata in auge anche da gruppi ultimamente molto seguiti come Porcupine Tree (e bisogna dire che The Road to London li ricorda fin troppo).
Oddio, a volte le sonorità nostalgiche sono seguite fin troppo da vicino, l’inizio della title track è un rimando talmente chiaro che sembra proprio di averla già sentita: le chitarre alla Pink Floyd anni ’80, la voce melodica, i tocchi di organetto… I Camp Hours hanno studiato il compitino proprio alla lettera. Altri pezzi, come Pills for Ordinary Secrets invece, cercano più un compromesso fra sonorità moderne e seventies, riuscendo decisamente a convincere di più.
A questo punto però la domanda sorge spontanea, fin dove arriva la semplice ammirazione e dove comincia la mancanza di qualcosa di personale in un album? Il limite è ben sottile, e su questo bisogna dire che ‘Wise as a Tree’ si difende discretamente in quanto a buone idee melodiche, decisamente meno in quanto a liriche, piuttosto dimenticabili sotto ogni punto di vista.
Sarà sicuramente impegnativo trovare nei nostri qualcosa di prettamente stupefacente, ma è una proposta atipica (specialmente per la Vacation House!) che è in grado di interessare. Da tenere in considerazione.

Voto: 7

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