Il Teatro Degli Orrori Live

@ XIX GulliveRock Festival, Facoltà di Ingegneria, Ancona 23 giugno 2010.

Recensione e foto di Federica – La Roux – Papa

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“Cerco disperatamente qualcosa che mi manca tanto. Com’era bello fare all’amore con te. Come son belle le illusioni ed i pensieri tristi”.

Sulle parole romantiche e melanconiche di Due adornate da sonorità grunge-metal, Il Teatro degli Orrori apre il suo concerto al XIX GulliveRock Festival. Ad introdurli quattro gruppi spalla formati da universitari; in ordine i Malibustesi, gli Eystone Brain, i Check Point Charlie e per ultimi i Design che, con il loro alternative-rock preparano a puntino il pubblico del GulliveRock per il ribelle Capovilla, leader del gruppo, che da subito si mostra il vero protagonista della serata. Tra luci suggestive, fumo e stage-diving, il Teatro composto dal già citato Capovilla, Francesco Valente (batteria), Gionata Mirai (chitarra) e dalle new entry Tommaso Mantelli (basso) e Nicola Manzan (chitarra e violino), propone una ad una le canzoni del nuovo album, ‘A sangue freddo’, di cui ricordiamo l’omonimo singolo inno alla memoria del poeta-attivista nigeriano Ken Saro-Wiwa, ma anche Io ti aspetto, storia di attesa ed abbandono, la rabbia gridata di Padre Nostro e Die Zeit che con la maestria di Nicola Manzan al violino, congeda il gruppo dal suo amato pubblico su melodie nostalgiche. Una frase, quella che resta: “Questa sera potevate fare una passeggiata ma non si usa più. Potevate stare a casa a fare all’amore e invece siete venuti qui. Qualcosa in comune ce l’abbiamo. L’ambizione di aver fatto buona musica. E un po’ di cultura”. Ambizione che è stata raggiunta a pieno.

 

 

Da sinistra a destra Davide Orlando chitarrista dei Design, Pierpaolo Capovilla e Nicola Manzan del Teatro degli Orrori.