Sonorizzazioni Trakwerk Records

Jackson Del Rey ‘Tarzan of the Apes’, The Trakwerx Collective ‘Lightwerx: Georges Méliès’, Cult With No Name ‘The Cabinet of Dr. Caligari’.

Di Marco Loprete

marcoloprete@libero.it

Senza temere l’accusa di ruffianeria, possiamo affermare che la Trakwerx Records è una di quelle etichette che hanno fatto della qualità delle proprie produzioni un imperativo categorico, anche al costo di scontrarsi duramente con il mercato, la cui logica oggidì sembra essere sempre più orientata verso la facile fruibilità del prodotto musicale (con conseguente decadimento della qualità). Non stupisce allora che la indie label si sia lanciata in un’impresa apparentemente folle: sonorizzare alcune delle opere più significative del cinema muto. Dalla chiamata a raccolta di una grossa fetta degli artisti del proprio catalogo, sono venuti fuori questi tre DVD, dedicati ad altrettanti capisaldi della storia del cinema: “Tarzan of the Apes” di Scott Sidney (1918, tratto dall’omonimo romanzo di Edgar Rice Burroughs del 1912), il cui score originale è firmato da Jackson Del Rey (17 Pygmies), “The Cabinet of Dr. Caligari” di Robert Wiene (in Italia “Il Gabinetto del Dr. Caligari”, 1920), musicato dai Cult With No Name, ed una raccolta di ben quindici cortometraggi di Georges Méliès, ciascuno sonorizzato da un artista diverso. L’operazione si annunciava rischiosa: l’incontro tra la l’attitudine compositiva ed i suoni (post) moderni ed un linguaggio cinematografico distante anni luce da quello odierno per tecnica, estetica e sensibilità poteva produrre un effetto di irritante anacronismo. Possiamo però affermare tranquillamente che il pericolo è stato scampato. E alla grande, per giunta.
Prendiamo il “Tarzan” di Del Rey. Il songwriter americano è riuscito a costruire un flusso sonoro estremamente suggestivo e perfettamente modellato sulle immagini mescolando con abilità delicate melodie folk (la splendida ballad Stay With Me, cantata dai 17 Pygmies), sinistri tribalismi, un elettronica in cui si alternano rumorismi, synth orchestrali e plumbei passaggi ambient, e slanci epici da soundtrack (il tema che accompagna l’undicesimo capitolo del DVD, Tarzan & Jane).
Per quella pietra miliare del cinema espressionista che è “Il Gabinetto del Dottor Caligari”, i Cult With No Name (duo inglese composto da Erik Stein e Jon Boux) hanno invece puntato su una commistione di piano & archi (merita una citazione lo splendido bozzetto che fa da commento al quinto capitolo, Let Us Remain Friends e la ballad che compare nell’ottavo, Under the Dirt) ed elettronica (il magnifico lento da discoteca – cantato – To Feel Again, l’industrial ambient che accompagna il chapter 6, There Is Something Frightful in Our Midst, le divagazioni ancora ambientali di Wake Him, i beat ed i synth atmosferici di Have You a Patient Named Caligari?). Anche questa, una scommessa vinta.
Nel DVD dedicato al (proto) surrealista Georges Méliès, invece, trovano posto buona parte degli artisti della scuderia Trakwerx: tra questi, meritano di essere citati Tommy Santee Klaws, autore della magnifica ballad folk che fa da sfondo a “Le Danse Infernale”; i Gods of Electricity, che con la loro elettronica plumbea e rumorista hanno arricchito di nuove suggestioni “Mobilier Fidele”; i Cult With No Name, la cui impareggiabile commistione di beat elettronici pesanti, synth suadenti ed una splendida melodia pianistica aggiunge colore a “Le Mélomane”; Lea Reis, autrice della complessa partitura (battito sintetico, organo classicheggiante, chitarra elettrica aggressiva e vocalizzi eterei) di “Voyage a Travers L’Impossible”; e ancora: Kurt Delaney e James Evans (alias Sparkle Girl), che hanno aggiunto a “L’Eclipse du Soleil en Pleine Lune” rumorismi industriali; Stephan Graham e la sua glitch-music in “Le Diable Noir”; gli Smoldering Ashes, i quali, al lavoro su “Le Locataire Diabolique”, hanno confezionato un mirabile esempio di indie-folk psichedelico; ed infine l’immancabile Jackson Del Rey, che si è visto affidare due cortometraggi: “Lune a Un Metre”, per il quale l’artista ha realizzato uno score assai minaccioso, ed il più celebre “Le Voyage Dans La Lune”, sonorizzato facendo ricorso a campionamenti della cronaca dello sbarco sulla luna del ’69 mescolati, con la tecnica del cut’n’paste, ad effetti elettronici assortiti.
Per chi ama la musica ed il cinema, queste della Trakwerks sono semplicemente tre uscite fondamentali.