Thomas Bel ‘The Birds are still the Monarchs’

(Annexia 2009)

Il francesino da Tolosa si fa di glitchambientronica e spara un disco che ha nel suo DNA field recordings, suoni acustici di chitarre, violoncelli e pianoforti e una vena di melanconia che ci conduce ad una staticità mista a minimalismo (Lend Lende, Les Vagues), a declamazioni simil spoken con basi che zoppicano (A Gaze, Complete) o a sperimentazioni improvvisate che tentano di scimmiottare Fennesz ma che risolvono purtroppo in un nulla di fatto (Negative Waters, Froids). La voglia c’è, ma per i risultati dobbiamo aspettare ancora.

Voto: 5

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Autore: taffey6977@gmail.com