Santiago Latorre ‘Órbita’

(Accretions 2008)

Un po’ di spacey jazz, un po’ di glitch e il ricordo di Nils Petter Molvær sono qui nell’ultima fatica di Santiago Latorre, ingegnere del suono e sassofonista spagnolo al suo debutto discografico. Il minimalismo di scuola nordica (in particolare alcune atmosfere ECM), qualche effetto di spazializzazione che crea poi echi e riverberi e la consapevolezza del loop che fa postmoderno (nel pezzo che dà il nome all’album) gli ingredienti che rendono questo lavoro al di sopra della media delle proposte del genere/non genere che ci ostiniamo a chiamare (nu)jazz.

Viste le partecipazioni al Sonar e ad altri numerosi festival di elettronica, non stupiscono poi la punta di minimalismo looppato di Despedida, i pianoforti trattati di La Espera o l’ambientronica à la Boards of Canada di Viajando En Rosa. Il ragazzo sembrerebbe portato anche a una vena di cantabilità che non guasterebbe. La voglia di stupire lo porta a perdersi in qualche palude di intellettualismo arty che non convince fino in fondo. Comunque una buona partenza.

Voto: 7

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Autore: taffey6977@gmail.com