Robert Millis ‘120’


(Etude Records 2009)

Il secondo solo di Robert Millis (metà dei Climax
Golden Twins
), dopo “Leaf Music Drunks Distant Drums:
Recordings From SE Asia”, è lavoro che ti lascia fuori
dalla porta, con una frase spezzata incastrata fra le labbra, ed uno
strano tepore in fondo alle ossa.
Collezionista di vecchi 78 giri
Victrola, giramondo in caccia di frequenze esotico/esoteriche,
Millis, con “120”, si accende come una radio fuori
stazione a tarda notte, mentre intorno nulla si muove, ed il bianco
sterilizza l’ambiente circostante, cancellando ogni impronta
residua.
Manipolazione di vinili, field recordings, corde,
campane, un’armonica, poco e niente.
Conversazioni, loops e
drones, che si stratificano lievemente.
Un passaggio a livello si
chiude scampanellando in lontananza, intorno il vuoto che
assiste.
Lisergia rugginosa, che si aggroviglia in fondo alla
materia del sogno, fatta di ricordi e melodie perdute.
Manipolazioni
viniliche immobili; e l’arte dell’imparare per dimenticare.
Fra
Philip Jeck, Christophe Charles e la terra calpestata
idealmente da Henry Flynt.
E Charcoal Twins, è
chiedersi dove si è giunti, non ricordando più, da dove
si è partiti.
Prezioso artigianato.

Voto: 8

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