Placebo ‘Battle For The Sun’

(Pias 2009)

Niente da fare. I Placebo non sono decisamente più quella band che aveva prodotto dischi meravigliosi quali l’omonimo debutto del 1996, “Without You I’m Nothing” (1998) e “Black Market Music” (2000). Una conferma in tal senso era già venuta da “Meds” (che pure qualche brano da repertorio maggiore lo vantava), ma è questo “Battle For The Sun” a sancire la serietà della crisi.
Il disco scivola via leggero, in un susseguirsi di brani che di rock hanno solo il suono delle chitarre elettriche. Kitty Litter, Battle For The Sun, For What It’s Worth, Devil In The Details, The Never-Ending Why, Julien e Breathe Underwater sono canzoni al massimo gradevoli, ma niente più: mancano di imprevedibilità, di grinta, di freschezza melodica e di varietà negli arrangiamenti. E neppure l’interpretazione vocale di Brian Molko (uno dei più grandi cantanti della sua generazione) riesce a redimere il disco dalla sua monotonia.
I fan indubbiamente apprezzeranno; tutti gli altri, invece, passeranno una tranquilla mezz’ora, ma nient’altro.

Voto: 5

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