Vortex ‘Phanopoeia’

(Tesco Organisation 2008)

Vortex, nome del progetto dietro il quale si cela il misterioso Omega, ex membro dei :Golgatha:, è una parola latina a sua volta radice del termine “vorticismo”, che designa un movimento artistico e letterario sviluppatosi in Inghilterra tra il 1912 ed il 1915 e fondato dal pittore e critico d’arte Percy Windham Lewis. Profondamente influenzato da Futurismo e Cubismo, il Vorticismo annoverava tra i suoi sostenitori anche il poeta statunitense Ezra Pound, ideatore del concetto di “phanopoeia” (che potremmo definire come l’immagine mentale prodotta da un componimento poetico).
Questa premessa è di fondamentale importanza, giacché di fatto questo LP di Vortex è un omaggio all’arte vorticista. Dieci tracce fatte di funerei strati di elettronica, battiti che ora scandiscono con l’implacabilità di un metronomo il fluire del tempo ed ora si lanciano in incursioni tribali, impercettibili ma inquietanti interventi acustici, esplosioni sonore improvvise e gelidi campionamenti vocali, inseribili nel contesto della dark ambient e che costituiscono l’ideale colonna sonora di una discesa agli inferi. Basterebbe ascoltare la sola title track, con tanto di spettrali cigolii metallici per rendersene conto.
L’idea di Omega era quella di creare musica che coinvolgesse molteplici aspetti sensoriali. Non sappiamo se l’artista sia riuscito in questo: sta alla sensibilità di ciascuno stabilirlo. Quel che è certo è che “Phanopoeia” è un lavoro dallo spessore intellettuale e dal fascino notevoli.

Voto: 8

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