The Buckshots ‘3 Jacks High’

(Heptown Records/Evil Bitch 666 2008)

Se amate il rock’n’roll, le basettone, le donnine con i vestiti a pois, la brillantina, le immense Chevrolet cabrio e tutto quanto richiami i gloriosi anni ’50, questo è il disco che fa per voi. Se invece come me odiate tutto ciò, lasciate perdere e dedicatevi ad altro.

Dopo questa doverosa premessa, passiamo a parlare dell’album. Questo “3 Jacks High” degli svedesi Buckshots è un perfetto disco rockabilly, che si nutre di tutti gli stilemi e gli stereotipi del genere. Un disco sicuramente ben fatto, perfetto per ballare a quelle feste revival che tanto sono tornate di moda negli ultimi anni. Il cantato del frontman Jorgen Westman è a metà tra Elvis e Nic Cester (Jets), le melodie accattivanti e dopo due-tre ascolti si stampano in testa senza abbandonarvi più, ma se cercate originalità rivolgetevi altrove.

Da segnalare tre episodi: l’iniziale My baby drives me crazy, selvaggia e forsennata cavalcata da dancefloor; Duanes Blues, un interessante incontro di blues e swing da gangster-movie; e la conclusiva I hope I’ll meet you soon in cui Westman duetta romanticamente con sua moglie Marie creando una soffusa atmosfera da piano bar dei bassifondi metropolitani.

Forse queste poche righe non trasudano entusiasmo, ma il fatto è che proprio non riesco a lasciarmi accattivare da queste atmosfere. Sarà che glabro come sono la brillantina in testa non me la posso permettere.

Voto: 4

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