Schiele ‘Pictures Of Mountains’

(Autoprodotto 2008)

Ritornano, a 3 anni di distanza dall’esordio “This Heart Does Not Heart”, i vicentini Schiele, con questo “Pictures Of Mountains”, prodotto stavolta da uno dei guru della scena alternativa italiana: Giulio Favero.

Un album che scioglie con alterne fortune noise e hardcore in salsa post-rock, congelando il tutto in un freddo e oscuro labirinto lisergico. Diversi modelli a cui fare riferimento: la ritmiche furiose dei Liars fanno capolino nell’iniziale We Don’t Want To Be Your Friends, a tratti lo slo-core degli Slint, senza dimenticare sullo sfondo i padri Fugazi e i nostrani One Dimensional Man (toh, guarda un po’…).

Dopo l’ottima traccia iniziale (il cui ritmo serrato sembra però fuori dal contesto essenzialmente slow del disco), In The Room Was Violence rallenta il passo virando verso un rock alternativo più tradizionale, con giri di basso che a tratti richiamano certi passi dei Nirvana più dark. La nebbia si infittisce entrando nel bosco tenebroso di Portraits Of Love e Spiders Vs Spiders. Pills parte alla grande, ma dà la sensazione di non esplodere mai veramente. La notte cala sempre più buia tra gli alberi con This Heart Does Not Heart, mentre la seguente My Death (con testo tratto dall’omonima poesia di Raymond Carver) è il sussulto della belva assatanata delle caverne infernali. Chiude il disco lo strazio sonoro di Mountains Get Higher, con la ripetizione ossessiva dei medesimi 4 secondi di basso e chitarra per 13 minuti.

Un viaggio tra foreste gracidanti ai piedi di cime tempestose, tra fiere allucinate e aliti di vento gelido. Un viaggio nell’angoscia dell’essere umano, a tratti superficiale ma di sicuro impatto.

Voto: 7

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