I Treni all’Alba ‘Folk Destroyers’

(Smartz records/Audioglobe/Lamicoimmaginario 2008)

I treni all’alba fanno musica strumentale e lo fanno col cuore, distanti da clichè ed etichette, riuscendo a proporre un interessante incontro fra pop, folk, ritmi latini, tanghi della gelosia, improvvisazioni notturne, echi pseudo-prog e un artwork da togliere il fiato con dei disegni veramente magnifici ad accompagnare i loro “deliri” strumentali.
Niente titoli, è solo la musica a parlare tra sax che ti colgono di sorpresa (4:37) durante un tango notturno, ritmi samba (5:07) fusi col folk, solo all’inizio di 4:29 compare una voce “orwelliana” presa però da Essi Vivono di Carpenter prima di lasciare spazio a una cupa cavalcata sorretta dal flauto. 5:21 è forse l’anello debole, leggermente confusa e con troppa carne al fuoco tra divagazioni simil-prog, ritmi malinconici e spensierata tromba anni 80 un po’ superflua. 6:05 è un bel delirio in cui all’ottima padronanza strumentale si aggiungono delle soluzioni mai banali.
E’ un lavoro certamente non facile da assimilare e arrivare alla fine; non è una passeggiata di salute ma assorbita questa sbronza di influenze varie rimane un viaggio notturno che vale la pena di fare per ritrovarsi lì, nel bar di una stazione, spettatori e attori come dicono I treni all’alba.

Voto: 7

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Autore: leonardzelig@tiscali.it