The Raconteurs ‘Consolers Of The Lonely’


(Xl Recordings/ Third Man 2008)

La storia dei Raconteurs è cominciata con la collaborazione, oltre due anni fa, tra Jack White (chitarra e mente dei White Stripes) e il power-popper Brendan Benson, alla scrittura di un pezzo, quella celebre Steady As She Goes che fece gridare al miracolo più di un musicofilo. Da lì la coppia decise di dar vita (con l’aiuto del batterista Patrick Keeler e del bassista Jack Lawrence) ad un progetto – i Raconteurs, per l’appunto – e di pubblicare un LP, “Broken Boy Soldier” (2006), di cui Steady As She Goes fu il primo, fortunato singolo.
Adesso, dopo due anni da quel folgorante esordio, i nostri ritornano con un altro ottimo lavoro, “Consolers Of The Lonely”, dimostrandosi band a tutti gli effetti e non semplice divertissement di quattro dotatissimi musicisti. Analogamente al disco precedente, anche questo full-lenght si presenta come un folgorante concentrato di pop, rock e country.
La title track è un hard blues isterico, Salute Your Solution è un frizzante garage’n’roll che potrebbe essere uscito da uno dei dischi dei White Stripes, mentre You Don’t Understand Me è una ballad pianistica con forti reminiscenze beatlesiane. Old Enough è una riuscita miscela di country, pop e rock, mentre The Switch And The Spur è addirittura una specie di microsuite caratterizzata da fiati morriconiani ed atmosfera da film western (ed in effetti i protagonisti del testo sono un cowboy ed il suo cavallo che sfidano, nel deserto, il caldo e il veleno degli scorpioni).
Hold Up, che sta tra il garage e l’hard rock à la Who, precede il blues-rock robusto di Top Yourself; analogamente, Many Shades Of Black, delizioso pop condito da arrangiamenti di fiati, anticipa i garage scoppiettanti Five Of The Five e Attention.
Pull This Blanket Off Of Me è un’altra ballad pianistica; Rich Kid Blues alterna malinconiche riflessioni su un arpeggio di chitarra ad esplosioni rock caratterizzate da un una forte dose di pathos. Chiudono l’album la zeppeliniana These Stones Will Shout, che parte acustica poi si elettrifica, e la superba Carolina Drama, epica ballad dal sapore dylaniano.
Scritto a quattro mani da Benson e White, suonato splendidamente (oltre alla chitarra del leader dei White Stripes va segnalata la splendida prestazione della sezione ritmica), “Consolers Of The Lonely”, pur essendo in qualche modo debitore di Beatles, Kinks, Who e Led Zeppelin (ed in generale del pop, del blues-rock e del garage di fine ’60 – inizio ’70), riesce nel miracolo di non sembrare affatto derivativo: i Raconteurs hanno trovato un’alchimia unica, che consente loro di situarsi nel novero delle migliori band di questi ultimi anni.

Voto: 8

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