Three Second Kiss ‘Long Distance’

(Africantape/5ive Roses 2008)

Nonostante “Spiderland” degli Slint risalga ormai a diciassette anni fa (era il 1991), il post-rock continua a fare proseliti, a giudicare da questo “Long Distance” dei Three Second Kiss. La band bolognese, composta da Massimo Mosca (basso), Sacha Tillotta e Sergio Carlini (chitarre), si propone infatti come una delle più intriganti realtà tra i seguaci del math-rock. Del resto, se a produrli c’è un certo Steve Albini (dietro la consolle anche per il loro precedente lavoro, “Music Out Of Music”, del 2003), qualcosa dovrà più significare…
Le nove tracce del disco sono un miscuglio di umori cupi, chitarre taglienti e spigolose e ritmiche spezzate o all’occorrenza marziali. Se proprio volete qualche pietra di paragone, You Are The Music, I’m A Wind, This Building Is Loud, Inexorable Sky, V Season, Dead Horse Swimming, Deviationism, Tarues e Guess You Bless This Mess, ricordano la lezione di US Maple, Shellac (con cui i nostri hanno diviso il palco), 90 Day Man e così via.
Altro pregio (se così lo si può definire) del disco è la sostanziale brevità dei brani: piuttosto che optare per lunghe, estenuanti e cervellotiche suite che in pochi possono permettersi di affrontare senza indurre l’ascoltatore alla noia, i tre hanno realizzato brani dalla lunghezza standard, concentrando in pochi minuti tutta la loro incredibile furia sonora.
“Long Distance” insomma è un disco fatto per piacere non solo agli amanti delle sonorità post, ma anche agli appassionati del rock più ricercato ed intelligente.

Voto: 8

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