Pendler ‘You Come To Me’


(Karate Joe / Baked Goods 2006)

Il debutto del trio viennese è un pop sbilenco fatto di drones di chitarre e organo (come non tirare in ballo subito le Organ?) e di vocals effettati che si nascondono dietro un muro di suono caldo, quasi intimo, molto materno.

L’incipit parte subito dai cori delle ultime Electrelane mescolati a qualche effettino lieve, quasi onirico. Il sogno prosegue con Oh Yes che riprende la sbavatura post-country di Vincent Gallo e la adatta a un ritmo lento e sensuale, Cathy Anger è un inno tragicamente pop che ricorda le sperimentazioni degli Stereolab mescolate all’estetica degli ultimi Matmos, The Saints è una cover dello standard jazz in chiave post-folk (un po’ alla Devendra Banhart per intenderci), mentre Schrei-Ben conclude con una marcetta pop irresistibile ispirata dagli scritti della cyberfemminista Donna Haraway.

La visione psycho-pop-folk dei Pendler riprende modelli tradizionali di tutto rispetto e li fa propri costruendo un disco ancora a tratti acerbo e derivativo, ma pieno di idee e suoni che potrebbero esplodere e fare male a chiunque. Aspettiamo con trepidazione il martirio. Nel CD è inclusa anche una traccia video.

Voto: 6

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Autore: taffey6977@gmail.com