Inerdzia ‘Sasso Carta Forbice’

( Derotten Records)

L’album degli Inerdzia si inquadra come un perfetto disco di genere. Punk rock melodico, orecchiabile, ma con molti spunti di critica politico sociale. Insomma, un prodotto perfetto per l’ascoltatore medio/mediocre (quindi non per tutti quelli che li frequentano, che nessuno vuole fare di tutta l’erba un fascio, che nel caso del riferimento in questione sarebbe una grande contraddizione) dei centri sociali. Quelli, per capirci, che di fronte a determinate ritmiche, siano ska, punk o reggae, purchè banali si entusiasmano sempre. Al di là di una doverosa inquadratura dell’album in se, va detto che “Sasso Carta Forbice” è ottimamente registrato, forse un tantino sopra gli standard medi del punk, anche se le scelte stilistiche, sia in fase di missaggio che compositiva, rimangono quelle tipiche. Voce poco curata nel cantato, volutamente più alta nel mix generale per far comprendere le parole, un’attitudine che comunque si rifà agli eterni NoFx. Per quanto riguarda i brani, alcuni convincono di più altri meno. Il disco sembra ben suonato (la prova però la si ha sempre e solo dal vivo), buoni gli intrecci, anche se non brillano per originalità, buone le melodie e le metriche che comunque restano impresse fin dal primo ascolto. La voce di Elenerd in alcuni momenti appare sposarsi perfettamente ai pezzi in altri irrita un po’. Un discorso a parte va fatto per i testi, che pur muovendosi in ben delimitati luoghi comuni da anarchismo, sorprendono per l’incredibile miscela di giovanilismo ed ottime intuizioni. Un esempio su tutti: “quando arriverà il prossimo natale vedremo i prezzi levitare se ti lamenti del prezzo della benza comincia beautiful dimentica” in Al Mio Tre Dimentica. Una menzione anche per Il Giorno Che Capirai. Comunque un lavoro che non va oltre l’ambiente di riferimento.

Voto: 4

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Autore: emmenne76@tele2.it