Felmay Distribuzioni News

Le Novità Di Gennaio. Click Per Infos.

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*** FELMAY JOURNAL*** GENNAIO 2006
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Carissimi lettori,

Le nostre nuove uscite che inaugurano l’anno 2006.
Cinque nuovi titoli per la nostra etichetta Dunya Records dedicata alla World Music.
Il gruppo piemontese degli ABNOBA, età media vent’anni, esordisce discograficamente con Vai Facile dandoci una grande prova di virtuosismo tecnico e originalità musicale.  Altro esordio è quello del suonatore di kora e cantante senegalese LAO KOUYATE che in Porquoi tout ça? suo primo disco in solo ci presenta la sua musica e voce affascinante e coinvolgente.
Gradito ritorno è invece quello della voce di SANGEETA Bandyopadhay con Bhakti collezione di bhajans (canti devozionali), di cui è una grandissima interprete.

Completano il quadro delle uscite due nuovi titoli della nostra serie dedicata al GAMELAN OF CENTRAL JAVA con il volume VI. Kraton Surakarta e VII. Edge of Tradition.

Segnaliamo inoltre la nostra nuova collaborazione con l’etichetta veneziana Oemme/Musicam specializzata nella diffusione della musica armena. Iniziamo con due titoli che attingono al patrimonio classico di questa grande tradizione culturale e musicale con Ludwig Bazil (1931-1990) – Spiritual Choir Music (musica sacra contemporanea)
e Canti liturgici armeni del periodo quaresimale Vol. I (musica sacra medioevale)
per proseguire nel futuro con titoli che spazieranno nel più ampio e conosciuto repertorio della musica tradizionale.

!!! ATTENZIONE !!!
Dal 1 settembre, 2004 siamo distribuiti in Italia da EGEA DISTRIBUTION (info@egeadistribution.it)

Se desiderate ulteriori informazioni contattateci liberamente.

Saluti
Renzo Pognant
(info@felmay.it)

Se non siete interessati a ricevere le prossime edizioni del nostro giornale potete inviare un messaggio al nostro indirizzo email: info@felmay.it contenente UNSUBSCRIBE- FELMAY NEWS e sarete prontamente cancellati dalla nostra lista.

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* ABNOBA
Vai Facile
Dunya Records

ABNOBA si presenta al debutto discografico con le carte in regola per essere considerata sin da subito un’importante novità nell’ambito della musica world italiana. Vai facile è infatti un disco di presa immediata che non mancherà di interessare tanto l’appassionato di musica tradizionale quanto chi è alla ricerca di suoni che non rinuncino a presentarsi in una veste moderna.

Non si tratta di una semplice operazione di ibridazione di stili, ABNOBA dimostra sin dall’esordio di saper produrre una musica equilibrata, capace di metabolizzare una bella varietà di suoni per giungere poi alla costruzione di brani originali, nei quali si percepisce sia la presenza di profondi legami con il patrimonio popolare (non soltanto del Nord Italia) sia l’intenzione di volgere lo sguardo al futuro.
La band intende infatti intrecciare le culture musicali del passato e del presente inventando melodie ispirate alla tradizione italiana e francese, in alchimia con il jazz, la musica balcanica e del Sud America, l’armonia classica, il funk.
Nelle intenzioni di ABNOBA c’è il «tentativo di creare anche in Italia un folk d’avanguardia, allo scopo di rendere appetibili suoni e idee per un pubblico non per forza consapevole della storia che si cela dietro gli strumenti utilizzati

* LAO KOUYATE
Pourquoi Tout Ça?
Dunya Records

Una nuova generazione di artisti si sta affacciando con sempre maggiore convinzione sulla scene musicali, rivelando quale enorme serbatoio di talenti ancora sconosciuti sia il continente africano. Sono trentenni che in patria hanno accumulato già notevoli esperienze, hanno studiato la tradizione e sviluppato a lungo le loro inclinazioni sullo strumento sia da autodidatti sia “andando a lezione” dai grandi del loro paese.
Il senegalese Lao Kouyate ha avuto la fortuna di crescere in una famiglia di griot e, fedele agli obblighi di questa particolare casta, non ha potuto fare a meno di imparare a suonare la kora, strumento principe della tradizione, esibendosi sin dalla più tenera età nelle occasioni rituali della comunità.
Oltre a un’indiscutibile capacità di “far cantare” la sua kora Lao Kouyate dimostra in questo disco di possedere anche notevoli capacità di poeta. I testi dei brani presentati sono pervasi da una pregevole vena lirica che sottolinea senza enfasi gli eterni temi dell’amicizia e dell’amore, ma che non dimentica di parlare della quotidianità; tra gli altri argomenti c’è poi il dolore conseguente alla divisione delle famiglie, costrette ad abbandonare i propri figli quando emigrano; e non mancano le ironie sul mondo della musica (“Bi Bo”). Trova spazio infine il grido disperato lanciato affinché cessino le guerre e tutti si possano mettere a danzare e cantare nella pace

* SANGEETA BANDYOPADHYAY
Bhakti
Dunya Records

Figlia dell’importante maestro di tabla Sankha Chatterjee, SANGEETA BANDYOPADHYAY dispone di straordinarie capacità vocali, che le consentono di estendere le sue emissioni sino a tre ottave e di esibirsi in esecuzioni che non pongono soltanto in primo piano la sua tecnica prodigiosa ma anche una finezza interpretativa che ai nostri giorni ha davvero pochissimi termini di paragone e di confronto.
Di questa artista dell’India del Nord, che si è formata frequentando alcune delle più importanti scuole del suo paese e sottoponendosi a studi rigorosissimi, la nostra etichetta ha già presentato un precedente disco intitolato Shruti (2003).
SANGEETA si ripresenta all’attenzione del pubblico occidentale con un originale lavoro che oltre a metterne in evidenza la purezza e la bellezza del canto riesce a sottolineare momenti di grande resa emozionale. I sei brani oggetto d’interpretazione sono infatti di estremo interesse in quanto appartengono alla tradizione Bhajan, un genere in cui SANGEETA è specialista. Si tratta di canti devozionali molto popolari nell’India del Nord, i cui testi sono spesso tratti dalle sacre scritture hindu. È usuale ascoltarli nell’intonazione dei pellegrini che si immergono nel Gange oppure durante le celebrazioni nei templi. La popolarità di questi canti che inneggiano alla spiritualità e all’amore divino è tale che non è infrequente che anche famosi strumentisti ne abbiano fornito delle versioni, trasponendo sul loro strumento le sonorità vocali.

* GAMELAN OF CENTRAL JAVA
VI. Kraton Surakarta

La serie di incisioni tese a documentare le più significative esperienze della tradizione gamelan relativa alla parte centrale dell’isola di Giava propone il suo sesto capitolo. Il repertorio appartiene a quella corte di Surakarta il cui inconfondibile stile è da sempre ispiratore di una grande cultura musicale.
L’immersione totale e appagante nel fluire incessante dei suoni e dei timbri cristallini, il cui incedere è scandito da ritmi progressivamente più incisivi, provoca ancora una volta sensazioni non facilmente descrivibili. Si tratta di un’arte “pura”, di una musica che esce libera e inaspettata dagli strumenti per diffondersi in modo avvolgente nel paesaggio circostante, ed è capace persino di dialogare con il canto degli uccelli, come avviene nel primo dei tre gending qui presentati, di difficile datazione ma presumibilmente riconducibili agli inizi del XVIII secolo.
* GAMELAN OF CENTRAL JAVA
VII. Edge of Tradition

Edge of Tradition è il settimo capitolo dedicato alla tradizione gamelan della parte centrale dell’isola di Giava. Gli strumentisti sono quelli del conservatorio di Surakarta, a garanzia ancora una volta di un’esecuzione precisa e impeccabile.
L’apertura è affidata a un particolarissimo gending, composto dal riverito maestro Martopangrawit verso la metà del Novecento, caratterizzato da un’apertura e una chiusura in 3/4, un tempo che rinvia ovviamente alla tradizione occidentale (ad esempio al valzer). Pur non trattandosi storicamente di un esempio isolato la composizione non fa che dimostrare come in effetti anche una cultura musicale che siamo portati a considerare chiusa e rinserrata da secoli in sè stessa non abbia mancato di instaurare fecondi rapporti con l’esterno.
Ma è l’intero disco a essere stato impostato in modo da offrire un ascolto “modificato” rispetto a quelli che sono i canoni più conosciuti in Occidente della tradizione gamelan.
Edge of Tradition si presenta dunque come un’incisione che, pur mantenendosi pienamente nel solco del patrimonio musicale giavanese e del suo linguaggio classico, indica che esistono e possono svilupparsi elementi per sospingere quel patrimonio verso nuovi e interessanti orizzonti, secondo quel concetto di tradizione “in movimento” che è parte fondamentale delle culture musicali più ricche e feconde.

Vi ricordiamo i nostri ultimi titoli pubblicati
* TRE MARTELLI
Tra Cel e Tera

* AAVV
Circo Inferno Cabaret vol. 2

* JACOPO MARTINI
I Nuvoli

* LALGUDI G JAYARAMAN
Singing Violins

* AMJAD ALI KHAN
Mystic sarod

* TANGO NEGRO TRIO

* U SRINIVAS
Mandolin Melodies

* MASSIMO FERRANTE
U Ciucciu

 

 

 

renzo pognant
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