Lidia Ravera ‘Porci Con Le Ali’

 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


“Porci con le ali” esce nel 1976 quasi per gioco, scritto a due mani dai giovani esordienti Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice, e non ci mette tanto a diventare un libro di culto, per meriti letterari e non.
Innanzitutto è un documento di un evento socio-culturale fondamentale come il Sessantotto, osservato dall’ottica particolare di chi, poco più che ventenne (i due scrittori), si prepara inconsciamente a vivere un’altra annata egualmente importante, il 1977 con il suo Movimento.
“Porci con le ali” è anche politica dunque, di cui però gli autori ne conoscono già il fallimento e per questo, volontariamente o meno, la relegano in secondo piano alle spalle dell’istinto e della passione, veri protagonisti dell’opera.
Scopare, scopare e ancora scopare: è questa l’ossessione di Rocco e Antonia, due sedicenni di fine anni ’60, alla ricerca continua di esperienza e piacere in una vorticosa scoperta di se stessi in quanto individui, in evidente contrasto con la spinta collettiva di massificazione e di involontaria omologazione interna al Movimento stesso; due giovani che difficilmente potremmo immaginarci così oggi, nel 2005, tempestati e soffocati come siamo da un flusso mediatico incessante che trasforma falsi bisogni in obiettivi primari.

I capitoli di lui e di lei si susseguono alternati con un linguaggio fresco e diretto in cui anche la pornografia vera e propria delle parole sembra perder il suo peso di fronte alla sincerità e alla mancanza assoluta di ipocrisia di chi le emette, un linguaggio che chiama le cose col proprio nome come qualsiasi sedicenne capace di pensare con la propria testa sarebbe in grado di fare.
Un racconto (romanzo?) nato per scherzo, senza alcuna pretesa commerciale da un’inchiesta sulla sessualità uscita sulla rivista indipendente Muzak, con la quale la giovane Ravera collaborava; i due autori arrivano perfino a firmare il lavoro non con i propri nomi, ma con quelli dei due protagonisti, Rocco e Antonia; una prova unica prima di intraprendere strade completamente diverse (Radice ha lavorato nel campo della neuropsichiatria fino alla morte, a soli 40 anni, avvenuta nel 1989) o di integrarsi pian piano in una letteratura più o meno istituzionalizzata (Lidia Ravera).

“Porci con le ali” ha rappresentato (e rappresenta ancora) un documento scomodo sia per le forze tradizionali e conservatrici del nostro paese, sia per il Movimento stesso, saturo di utopia, che con le sue lotte per la massa, con le sue rivendicazioni collettive, rappresenta il vero bersaglio inconscio di Rocco e Antonia, cui contrapporre il proprio io più vero attraverso la scoperta del sesso in tutte le sue forme: un viaggio alla ricerca di se stessi forse destinato sin dall’inizio al fallimento, ma soprattutto, a modo suo, una onesta, piccola grande storia d’amore.



di Alessandro Gentili


OPERE DI LIDIA RAVERA:
Porci con le ali (Ed. Savelli, 1976)
Ammazzare il tempo (Mondadori, 1978)
Bambino mio (Bompiani, 1979)
Bagna i fiori e aspettami (Rizzoli, 1986)
Se lo dico perdo l’America (Rizzoli, 1988)
Per funghi (Roma-Napoli, 1987)
Voi grandi (Theoria, 1990)
Tempi supplementari (Ed. Armando, 1990)
Due volte vent’anni (Rizzoli, 1992)
In quale nascondiglio del cuore (Mondadori, 1993)
Il paese di Eseap (Lisciani & Giunti, 1994)
Sorelle (Mondadori, 1994)
Nessuno al suo posto (Mondadori, 1996)
Compiti delle vacanze (Mondadori, 1997)
Nessuno al suo posto (Mondadori, 1998)
Maledetta gioventù (Mondadori, 1999)
Né giovani né vecchi (Mondatori, 2000)
Un lungo inverno fiorito e altre storie (Baldini e Castaldi, 2001)
Il paese all’incontrario (Giunti Gruppo Editoriale, 2002)
La festa è finita (Mondadori, 2002)