Schiele ‘This Heart Does Not Hurt’


(Autoprodotto 2005)

La ricetta sonora degli Schiele, giovane trio vicentino all’esordio autoprodotto (registrato a Genga da David Lenci), potrebbe essere la seguente: noise hardcore psicotico dei Jesus Lizard anestetizzato via morfina, a tratti rarefatto in dilatate distese che ricordano i June of ’44 o gli Slint di “Spiderland” (con le debite proporzioni), a tratti incastrato in rigide gabbie spigolose definite da un drumming potente per il quale i paragoni si sprecano: i Nirvana (Intro), ancora gli Slint, versante “Tweez” però, gli Shellac (Punaro) e anche i Tool (Deserto).
Meno evidenti invece le influenze stoner, come affermerebbe il gruppo stesso nel presentarsi: laddove quella del deserto è una musica calda, afosa e allucinogena per definizione, odorante di tabacco e whiskey, quella degli Schiele risulta piuttosto fredda, con gli autori intenti a manipolarne la forma come se si trattasse di una cavia da laboratorio piuttosto che immergercisi sino alle viscere… insomma, un’ attitudine tipicamente post rock.
A parte certi fraseggi riciclati (Intro deve più di qualcosa alla Milk It di Cobain), qualche stacco non proprio da manuale (Oh sweet sixteen) e una voce indecisa tra protagonismo e funzionalità alla dinamica sonora complessiva, quello che manca è soprattutto l’abilità del gruppo di imprimere ai brani una propria forte personalità, in un genere di per sè sfuggente ed in cui si corre costantemente il rischio di risultare monotoni.

Contatti: schiele3@yahoo.it

Voto: 6

Link correlati:

Autore: alealeale82@yahoo.it