The Remote Viewer ‘Let Your Heart Draw A Line’


(City Centre Offices / Baked-Goods / Wide 2004)

Craig Tattersall e Andrew Johnson sono originariamente partiti dagli Hood ma hanno abbandonato il gruppo per dedicarsi totalmente al loro progetto più elettronico, pur continuando a pensare e a scrivere come due autentici autori di canzoni.
‘Let Your Heart Draw A Line’ è addirittura il loro terzo album licenziato dalla CCO (primo gruppo a raggiungere tale traguardo per l’etichetta berlinese) e procede esattamente lungo la strada tracciata dai precedenti lavori. E se magari potrebbe sembrare troppo scontato, va subito detto che questo è un disco davvero piacevole, abile nel far incontrare melodie vocali e strumentali, alla cui prevedibilità risponde una scrittura pop di ottima fattura e un arrangiamento molto ben curato.
La malinconia sussurrata in They’re Closing Down The Shop e How Did You Both Look Me In The Eye? (non a caso i due estremi del cd) è affidata ad una delicata chitarra acustica, cantata piano, per non turbare la quiete creata. Last Night You Said Goodbye, Now It Seems Years ha tutta la grazia necessaria per toccare le corde più profonde, loops brevi e dilatati, una semplice motivo che ti resta in mente.
Gli elementi elettronici arrivano soffusi e sfocati, senza mai pesare nella fragilità delle strutture armoniche, come in It’s So Funny How We Don’t Talk Anymore, dove gli strumenti suonati sono messi un attimo in secondo piano e il tempo scende sempre più, fino a farci trasognare lieti.
La vena pop dei Telefon Tel Aviv, quella romanticamente inspirata degli Arab Strap.
Gioia per i fan(atici) dell’electro-acoustic movement, probabile indifferenza per tutti gli altri. Noi che lo conosciamo lo teniamo ben stretto per quei momenti di assoluto relax mente il sole si nasconde e una leggera brezza entra dalla finestra. Un lungo e profondo respiro.

Voto: 7

Link correlati:City Centre Offices