Slates

“SLATES”


autore: Fall


etichetta: Rough Trade


anno di pubblicazione: 1981


con: Marc Riley, Mark E Smith, Steven Hanley, Craig Scanlan, Dave Tucker, Paul Hanley, K.C..


Ecco qua il ragazzaccio del post-punk inglese, il rissoso, antipatico, superbo, irascibile Mark E Smith. Eppure, visto il candore e la spontaneità, è impossibile non amarlo. Così come abbiamo amato il suo padre putativo, quel Ray Davies che, negli anni Sessanta, ha sconquassato le tribune di mezza Europa. Mark è un perdente, che ha Gene Vincent, Peter Hammill, Big Youth e Damo Suzuki nel cuore, dispotico leader di uno dei gruppi che più hanno fatto discutere, idolatrato in patria, misconosciuto in molti degli altri paesi e, infine, estremamente influente nelle formazioni post-newwave. Slates è solo un miniellepì a 10 pollici, ma il suo incendiario contenuto sopravanza tutte le durate. Nel suo suono teso, basato su un basso prepotente e su una chitarra monocorde (alla Levine), ci sono tutte le caratteristiche del genere post punk – soprattutto in brani come Middle Mass, An Older Lover e Prole Art Threat – e le litanie dei Virgin Prunes sono già a portata di mano. C’è anche spazio per la carica tribal-pop di Slates, Slags, Etc e traspare l’infatuazione per il punk’n’roll americano, nello stesso anno esce “Fire Of Love” dei Gun Club, più che evidente in cavalcate come Leave The Capitol e Fit And Working Again. L’edizione su CD è addizionata dall’ottimo live “A Part Of America Therein, 1981 (Cottage – 1982), nel quale – oltre a An Older Lover  tratto dallo stesso “Slates” – potete ascoltare altri pezzi da novanta del periodo come Hip Priest, The N.W.R.A., Winter, Totally Wired, Lie Dream Of Casino Soul, ecc. Solo 111 titoli, in questa carrellata, eppure mi sono dovuto trattenere dal non inserire anche “Dragnet”, “Perverted By Language”, “Bend Sinister”, “The Light User Sindrome”… tutta roba dei Fall, naturalmente.