Paddy ‘Percorsi anomali’

(Anomolo 2004)

L’alacrità dell’etichetta-progetto Anomalo “non pagare questa musica” si manifesta indefessa con questo “Percorsi Anomali” degli anconetani Paddy, che con la sovversiva “label” di Osimo Stazione avevano già editato nel 2002 il precedente “Ovunque da nessuna parte”. Il trio dorico – Chrysty alla voce, alle chitarre, alle tastiere ed alla clavietta, Agatha al basso ed ai cori e Mr. Paddy alla batteria, alle programmazioni ed ai cori – festeggerà nel novembre dell’anno prossimo i dieci anni di attività (dal 1997 con questa denominazione): non dei pivelli quindi, ché anzi dimostrano grande maturità nel superare le ambasce creative del “rock italiano anni Novanta” con un sapiente lavorio dell’elettronica e una creativa ripresa degli stilemi della nuova onda peninsulare (specialmente nelle sue propaggini più tarde, tipo Underground Life). In questo contesto il pezzo più debole della raccolta appare proprio quello iniziale, Viceversa, maggiormente legato alla diade Marlene Kuntz/CSI: già con i ritmi sintetici e le tastiere liquide di Canto di mezzanotte – alla stesura del testo ha partecipato Pierluigi Ricci – il livello sale e si capisce che i Paddy sanno scrivere belle canzoni. La successiva Percorsi Anomali ne è la lampante conferma: l’efficace e musicale testo di Chrysty valorizza appieno la sua chitarra “neworderiana” e il rotondo basso di Agatha, specialmente nel ritornello molto “italian wave”. Le atmosfere anni Ottanta dominano anche in Doveroprima, epica e tonante al punto giusto: mentre Lieto fine parte misteriosa e si sviluppa robustamente “dancey”. Conclude la placida In fuga da me, vicina alle atmosfere dei Bluvertigo più meditativi.
Se li volete contattare: paddy@anomolo.com

Voto: 6

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