Stabb ‘As It May Be’

( Music For Nation/Audioglobe 2003)

Rock ben fatto. Quindi, neanche a dirlo, la provenienza non può essere che la Svezia. La forza e la peculiarità di questa band risiedono tutte nella voce, particolarissima di Belinda Kordic, viziosissima e lacerante, ma anche in una scrittura dei brani altrettanto valida. Fragorosi riff, fanno da supporto a un cantato, ora furioso, ora rilassato e strascicato ma sempre sul punto di esplodere (un po’ sul modello di Jonathan Davis dei Korn). Davvero tosti i momenti rabbiosi come oh, tag along, vicious,vicious,vicious o stepping off the corner, che sprizzano rabbia riot grrl da tutti i pori. Non sono da meno neanche le diverse ballate, tra le quali spicca una perla assoluta come To The Bitter End.
Ma allora cos’è che non convince?!? Innanzitutto il suono delle chitarre troppo levigato, frutto di una produzione che è, e vuol essere, misurata. Pure la voce della Kordic, anche quando si lancia nello screaming più slabbrato (A Wiser Man), viene come risucchiata in un suono moderato che ne smorza le asprezze; molto differente quindi dai veri strilli (e i tampax) che erano solite lanciare in faccia al proprio pubblico le L7. Se non ci fosse questo timore costante di oltrepassare le righe, di non piacere al (grande) pubblico, ci troveremmo di fronte a un signor disco, fatto da una band che rimane comunque talentuosa e carismatica.
Per quanto mi riguarda spedirei il demo degli Stabb a Steve Albini. Lui si che farebbe quadrare il cerchio!

Voto: 6

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