The Bath Of Surprise

“THE BATH OF SURPRISE”


 


autore: Steve Beresford


etichetta: Piano Records


anno di pubblicazione: 1980


con: Steve Beresford.


 


Pubblicato originariamente in vinile, nel 1980, per la Piano Records di David Cunningham, il quale compare anche in veste di produttore, e citato a più riprese da Otomo Yoshihide come influenza basilare, i suoi Ground Zero reinterpretarono la title track in “Play Standards”, “The Bath Of Surprise” è stato recentemente ristampato in CD proprio dall’etichetta capitanata dal manipolatore giapponese e dalla sua pard Sachiko M. Ma Cosa non c’è in questo cilindro di mago Bedford? Difficile da dire. E, allora, cosa c’è? Impossibile da elencare. Di tutto e di più. Diciamo che contiene il ‘credo’ del musicista inglese: al suo interno convivono dub (Lieutenant Dub, Mr. & Mrs. Wu) e rumore (A Continuous Supply Of History, Punctuation), entertainment (Schlussakkord, Those Oldies But Goodies Remind Me Of You) e free jazz (Cat Picture), musica per ambienti (A Cup Of Tea And A Bun) e prese per i fondelli (My Old Piano, The Bath Of Surprise), il tutto rivisto con un’ottica dissacratoria. Una fotografia a tutto tondo dell’uomo che, al pari del suo amico Tristan Honsinger, collaborava sia con la Company di Derek Bailey che con le Slits di Palmolive e Viv Albertine. Suonato in completa solitudine (utilizzando un vario spettro di arnesi che comprendono il piano e la tromba come il cowbox e l’acqua di una vasca da bagno), “The Bath Of Surprise” è un lavoro inevitabilmente più interessante di altri progetti dai contorni ben definiti (spesso monotoni, soprattutto quando il Nostro veste gli improbabili panni dell’ironical-crooner) con i quali siamo abituati a identificare Beresford, ed è inoltre un pozzo d’idee al quale molti hanno attinto copiosamente. “The Bath Of Surprise” è il ‘white album’ di Steve Beresford.