Marquee Moon

“MARQUEE MOON”


 


autore: Television


etichetta: Elektra


anno di pubblicazione: 1977


con: Tom Verlaine, Richard Lloyd, Fred Smith, Billy Ficca.


 


I Television, all’epoca del loro esordio, furono inseriti nel calderone della new wave – o, ancor peggio, fra i punks… orrore!?!!. Ma cosa non fa l’industria del disco pur di vendere, pensate un po’ che le stampe italiane dei primi Blood, Sweat & Tears furono etichettate dalla CBS come underground music. In realtà la creatura di Tom Verlaine si inserisce nella grande tradizione dei gruppi rock con doppia chitarra, basso e batteria, quella stessa tradizione che dai Quicksilver Messenger Service, attraverso i Thin White Rope, porta ai Fugazi. In questo caso non possiamo certo parlare di disco sottovalutato, dal momento che Marquee Moon fu salutato subito come un capolavoro e piacque a tutti, sia ai fautori dello stil novo che, date le sue caratteristiche, ai fautori di quello vecchio. È comunque interessante ascoltare, a più di venticinqe anni dalla sua uscita, come suona. Il risultato del test mi sembra piuttosto positivo, dal momento che proprio la sua caratteristica di out of line mette Marquee Moon nella condizione di invecchiare bene se non, addirittura, di non invecchiare affatto. L’ascolto, oggi come allora, lascia emergere l’imbarazzante (per l’epoca) pulizia del suono, che è addirittura cristallino, i notevoli intrecci strumentali e la particolare voce acuta, dal timbro inconfondibile, che al primo approccio desta qualche perplessità e dopo ripetuti ascolti finisce addirittura per piacere. Su tutto ciò si staglia l’ottimo songwriting di Verlaine: canzoni che sono sostanzialmente ballate, eseguite però in modo veloce e nervoso, con una carica swing che fa spesso pensare ai grandi interpreti del jazz. La foto di copertina, come per il disco d’esordio della confinante Patty Smith, è del grande Robert Mapplethorpe.