Third Ear Band

“THIRD EAR BAND”


 


autore: Third Ear Band


etichetta: Harvest


anno di pubblicazione: 1970


con: Glen Sweeney, Paul Minns, Richard Coff, Ursula Smith.


 


La Third Ear Band rappresenta uno dei casi più anomali nella storia della musica rock, sempre che così si intenda considerare la loro musica e la loro struttura. La compagine, infatti, è di tipo classico, quasi cameristico, e utilizza modelli improvvisativi mutuati dalla musica orientale ma, nonostante questa serie di elementi, si discosta da altre formazioni simili a causa di un’attitudine che la porta a prediligere le platee dei festival rock, dove peraltro viene bene accolta. Quindi è opportuno collocare la Third Ear Band in un crocevia ubicato fra tarda psichedelia, folk revival e inizio progressive (di una delle loro line up successive farà parte anche Simon House, ex High Tide e, in seguito, a fianco di altri big degli anni Settanta fra cui David Bowie). Questo disco eponimo, che succede all’altrettanto riuscito Alchemy, presenta una delle più riuscite raffigurazioni dei quattro elementi naturali, Air, Earth, Fire e Water, che siano mai state fatte. Ci introduciamo così in un altro aspetto caratterizzante questa strana congrega, e cioè in quella vocazione esoterica che sarà tanto influente in molta della musica a venire. Il loro ascendente non si limiterà affatto a quei gruppi – Penguin Café Orchestra, Dead Can Dance, Hugo Largo… – dov’è più agevole individuarlo, ma si perderà in mille rivoli, dal dark all’industrial, dall’ambient a certa musica cosmica, e fino al folk più maledetto. I quattro sanno essere eterei come l’aria, festosi come la terra, terrifichi come il fuoco e fluidi come l’acqua. Il loro è un perfetto equilibrio, e come tale facile a rompersi, guai a ciò perché se l’aria diventa fuoco, il fuoco terra, la terra acqua e l’acqua aria, allora è la confusione totale e, conseguenza estrema, l’irrimediabile catastrofe.