Exploring The Axis

 

“EXPLORING THE AXIS”

 

autore: Thin White Rope

etichetta: Frontier

anno di pubblicazione: 1985

con: Jozef Becker, Stephen Tesluk, Roger Kunkel, Guy Kyser.

Il revival psichedelico degli anni ’80 è stato una delle più grandi bufale della storia, eppure qualche pesciolino commestibile può essere pescato anche in quel pantano. Fra i pochi gruppi salvabili di quel periodo ci sono sicuramente i Thin White Rope (un altro nome di derivazione burroughsiana!). In realtà nella loro musica c’è ben poco revival quanto piuttosto una serie di accostamenti indebiti, dal momento che i loro suoni sono in obbligo tanto con il post-punk quanto con la kosmiche musik, tanto con l’elettronica malata dei Suicide quanto con il fetido punk’n’roll degli Stooges. La psichedelia è un elemento limitato al suono corrosivo delle sei corde, e in questo senso si riallacciano alla tradizione delle formazioni rock con due chitarre, dai Quicksilver ai Television, ma la loro operazione archeologica nei confronti delle radici va oltre, e quindi sono individuabili riferimenti sia al country ribelle degli outlaw che al cantautorato visionario di Dylan. Con Down In The Desert, Disney Girl, Soundtrack, Lithium e Dead Grammas On A Train, cioè il primo lato di questo disco d’esordio, azzeccano una delle più belle sequenze di canzoni che siano mai state messe in fila. All’inizio del secondo lato c’è una leggera flessione che, comunque, è subitaneamente cancellata dalle altre tre gemme incastonate nel finale: Atomic Imagery, The Real West e Exploring The Axis. Le accelerazioni e gli stacchi hanno del sublime, così come hanno del sublime il cantato aspro di Kyser e le impennate chitarristiche di Kunkel. Qualcuno la chiamò musica del deserto, e forse sarebbe stato meglio dire musica per il deserto, ma loro può essere semplicemente considerata come un’interpretazione rurale del rock urbano.