Scorces ‘ L’ or et l’argent ‘

( Wholly Other 2003 )

Sotto il nome Scorces agiscono due vecchie conoscenze dell’underground neopsichedelico texano, rispettivamente Heater, in forze con gli Ash Castles, e Christina, dei più conosciuti Charalambides. Munite di un armamentario minimo ( una chitarra, un organo, un delay ), disco dopo disco tessono incantevoli trame ipnotiche, completamente sognanti, solo occasionalmente traversate da àfflati d’angoscia, appena accennata e forse per questo più sostanziale.
In questo lavoro, nelle sue tre lunghe tracce, non risiede una musica difficile : ma è come sedere mille anni guardando un cielo totalmente privo di nubi, che verrebbero accolte come divine nel giorno in cui si manifestassero. Stare lì, seduti, la mente scivolata via, oltre il caldo soffocante e il tempo, le mani che scorrono da sole sugli strumenti …
Ognuna delle tracce, nel titolo, presenta polarità ossìmoriche (impulsif et raisonnable, lumiere et obscurité, inspiration et action), forse per gioco, per lasciare intendere come, oltre ogni dualità possibile, a sopraggiunto superamento della stessa, questo è quello che resta : un samhadi autistico in zone proprie a Cormac McCarthy, la nullificazione assoluta dei bisogni e dei desideri umani nello scontro col tacito testimoniare delle pietre e della sabbia – il tempo reso come un deserto a perdita d’occhio. Tutto sembra esistere nell’incertezza d’esser definito, tra stentoreo miraggio aurale e suono lontano cento miglia, oltre le mesas, ad ovest, diffuso in un silenzio a cui non crederesti, languida soundtrack per la corsa dei dustdevils che passano, ignari , come le stelle cadenti di McCarthy, “affrettandosi lungo i loro tragitti, dai loro principi nella tenebra oscura alle loro fini nella polvere e nel nulla”.
Erotica musica moody per bodhisattva dal volto istoriato, cotto dal sole, a cavallo di roani pezzati, piccoli puntini dal significato che sfugge persi in un deserto senza fine.

Voto: 8

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Autore: mothra@inwind.it