FireFly Showcase 18 aprile ’03 al Sonica di Roma

Come movimentare con intelligenza una serata romana…

 Serata evento organizzata dalla giovane label capitolina con tutti e quattro i gruppi che hanno realizzato qualcosa con essa. Vengono presentati due nuovi album entrambi su CD (speriamo che prima o poi riescano a far uscire anche qualche vinile). La serata si svolge decisamente all’insegna della new school e del metal-core senza (o con pochi) cedimenti. Il Sonica è quasi troppo pieno per contenere giovani e giovanissimi intervenuti. Nonostante il locale si riempia presto, grazie anche alla distribuzione di sampler per i primi 50 arrivati (io ovviamente arrivo quando sono già spariti tutti), il concerto comincia in ritardo come nella migliore tradizione romana.


PHOENIX
Erano parecchi mesi che non ascoltavo con attenzione un loro concerto e devo dire di averli trovati anche migliorati. Il loro stile ricorda un po’ i From Autumn to Ashes, in cui l’alternanza di pezzi metalleggianti e veloci con pezzi lenti emoeggianti si realizza al meglio senza nessuna forzatura. Forse non sempre la voce del cantante riesce a mantenersi su un buon livello, ciò si nota di più in qualche passaggio melodico. Comunque le canzoni sono complesse, ben costruite, suonate con intensità e il concerto risulta più che piacevole. I Phoenix sono qui a presentare il loro nuovo e primo album, ovviamente su FireFly.


DEHUMANIZE
Se dovesse esserci un gruppo vincitore della serata, sarebbero sicuramente i Dhmnz. La loro esibizione dura pochissime canzoni e in questo tempo danno tutto, arrivando “distrutti” alla fine di ogni pezzo. Non è scena quando la batteria vola da tutte le parti e K in preda alla furia distrugge i piatti. Non è scena mentre sono tutti li, con le barbe lunghe e gli occhi spiritati, a suonare ispirati, quasi ipnotizzati dalla loro stessa musica. Questo in sala lo sanno tutti ed è per questo che si scatena il panico durante i passaggi veloci, con frequenti stage-diving e il cantante che più che spingere, aggredisce gli astanti. Pochi secondi dopo e sono tutti rapiti a fissarli mentre scorrono lente note e parole di uno dei migliori gruppi che possa capitare di ascoltare in una serata romana.



COSTA’S CAKE HOUSE
Finalmente arriva il turno degli “stranieri”. Anche loro qui a presentare la loro nuova fatica. Suonano con tutte le luci spente in sala e con occhialetti con lucine rosse e verdi ai lati. Ottimo metal core di matrice germanica il loro, che esce dagli schemi consueti grazie soprattutto alla formazione con due bassi. E’ notevole cosa riescano a farci soprattutto quando i ruoli diventano ben divisi, con un basso a fare il lavoro prettamente ritmico e l’altro che parte ad inventarsi il ruolo di “lead bass”. A volte però, rischiano di rendere il tutto troppo “pesante” e di coprire un po’ il resto, ma forse è l’impressione che ho avuto stando troppo vicino alle casse dei suddetti bassi. Dire che coinvolgono è poco e il pit scatenato dai loro pezzi lo dimostra pienamente. Un altro colpo a segno per la FireFly.


FACE THE FACT
Ed infine loro, i “padroni di casa”, a chiudere la serata. Nonostante l’ora avanzata non sono pochi quelli che hanno resistito fino all’ultimo e se avevano un po’ di sonno, alle prime note di Kronos si sono svegliati subito. Per quanto mi riguarda vengo svegliato più prosaicamente da un pischello over-size che continua a rimbalzarmi addosso.
Accanto ai pezzi abbondantemente collaudati, i Face the Fact, suonano un paio di canzoni nuove (di cui qualcuna dovrebbe vedere presto la luce in uno split con gli Instil) decisamente lanciate in velocità. Ma ecco una prima sorpresina: il batterista si alza e lascia il posto a un suo collega (già batterista dei Receipt) che esegue una canzone mettendocela tutta per essere all’altezza del suo predecessore. In effetti voci incontrollate vogliono questo cambiamento nella line-up quasi ufficiale.
Ma poco dopo ecco un’altra sorpresa: ad una chitarra si sostituisce nientemeno che un giapponese (a quanto pare non nuovo ad imprese del genere) che si lancia saltando come un grillo nell’esecuzione di The safe place. Veramente divertente!
Alla fine, andando a dormire, vorrei che l’indomani mattina fossero ancora li a suonare davanti a me, mentre faccio colazione, tutti e cinque (anzi e sette) ancora sudati, stanchi ma pieni di fomento!


link:WWW.FIREFLYGATE.COM


 


 Michele Panuccio