Pierre Vervloesem ‘Grosso Modo’

(Carbon 7 2002)

Mai titolo fu così azzeccato.
Il perché lo si spiega subito; grosso modo uno legge la formazione: Pierre Vervloesem alla chitarra e basso, Peter Vandenberghe alle tastiere, Guy Segers al basso, Charles Hayword alla batteria. Bene, non c’è la voce allora è musica strumentale. Grosso modo uno sente il disco: primi accordi, poi i secondi ed infine i terzi, quarti, etc… Bene, fusion, non piace molto ma il dovere nei confronti dei lettori e dell’etichetta che l’ha spedito, chissà con quali sacrifici il suddetto promo, c’è. E invece succede quello che non ti aspetti: una nota stonata qua, un accenno corposo da rocker là, una svisata jazz da tutta un’altra parte. Poi, come dice la scienza con la C maiuscola, la somma delle parti è diversa dalla prima impressione/ascolto. Quindi concludendo questa dotta dissertazione, il disco è interessante, curioso, disturbante e molto più divertente di quanto possa sembrare. Non si può fare altro che riconoscere il proprio “grosso modismo” e dargli un buon voto.

Voto: 7

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