Tara Jane O’Neill & Dan Littleton – ‘Music for a Meteor Shower’

Tara Jane O’Neill è nota per aver suonato nei seminali Rodan, da cui poi sono discesi i June Of ’44 e i Rachel’s e il cui “Rusty” è l’ideale seguito di “Spiderland” degli Slint. Dopo l’esperienza con i Rodan, la O’Neill è stata nei Retsin e nei Sonora Pine, prima di intraprendere la carriera solista, segnata da due bei album su Quarterstick. Daniel Littleton, invece, ha alle spalle una carriera assai meno articolata, avendo suonato in un gruppo hardcore, gli Hated, e nei ben più slowcore (o softcore?!?) Ida, il cui ultimo “Braille Night” è un album da avere, basato sulla continua contrapposizione fra voce maschile e femminile, come una versione folk dei Low. I due si sono incontrati nell’agosto del 2000 nel West Saugerties, nello stato di New York, e lì hanno deciso di registrare, durante una pioggia notturna di stelle cadenti, alcune improvvisazioni chitarristiche. Proprio queste prime rudimentali registrazioni, insieme ad altre realizzate nel febbraio 2001 nell’ormai tradizionale scenario di Louisville, sono diventate “Music for a meteor shower”, il disco ora edito dalla Tiger Style. Un disco, lo si capisce sin dal titolo, inciso con il cuore e nato dall’amicizia fra i due autori. Niente di meditato dunque, soltanto un capitolo minore delle discografie di questi due interessanti artisti, che approfittano della momentanea libertà dalle loro uscite ufficiali per abbandonarsi a una musica quieta e rilassata, estremamente scarna e sporcata da rumori e voci di sottofondo. Si tratta essenzialmente di un disco di chitarre suonate al risparmio, alla maniera dei primi Aerial M o degli stessi Retsin, o nel modo in cui siamo abituati a sentirle negli strumentali della O’Neill o di un altro gruppo lo-fi come gli indimenticabili Secret Stars di Geoff Farina. Intenzioni e spunti più che buoni, dunque, peccato che spesso qualche brano risulti un po’ noioso e scivoli nella mediocrità. Oltre a pezzi interessanti come Talking in the Kitchen, caratterizzata da un suggestivo arpeggio, e The Disembodied Juliette, va comunque ricordata la cover di Ooh La La… di Serge Gainsbourg, un tenerissimo duetto fra le voci della O’Neill e di Littleton. Che la voce possa essere proprio l’arma futura di questa nuova coppia di autori?

Voto: 6

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