The Cramps ‘Songs The Lord Taught Us’

Dischi totem per redazioni pagane.
Oggetti che ci hanno segnato l’esistenza in maniera decisamente o trascurabilmente marcata.
Questa volta si parla dei Cramps.

Il loro primo e probabilmente migliore lavoro.
Il che significa uno dei più bei dischi di tutti i tempi.
Un insano mix di sangue, sudore e sperma in una cornice da horror movie.
Un fuoco che, a distanza ormai di anni, continua a bruciare più vivo che mai.
Un vero “must” per tutti; uomini, donne, bambini e lupi mannari.

Andrea Palucci


Infilando Songs the Lords Taught Us nel lettore anche lo stereo sembrera ribollire nell’ascoltare il rock’n roll visionario e distorto di tv set, il Presley in trip in rock on the moon,il twist paranoico e balbettante di the mad daddy , l’aria da noir in fever e via dicendo. Spiazzato e contento !

Sergio Eletto


Immaginario:
ossa, teschi, scheletri, pelle di leopardo, vinile sulla pelle, gommina sul ciuffo, occhiali da sole, B-movies horror, Lux Interior come Frankenstein, Poison Ivy come un’attricetta da porno-amatoriale ( in acido pero’ ), travestitismo, androginia, Russ Meyer…
Suoni:
Elvis e “i favolofi anni ’50” ( Minà dixit ), il blues, il rock, il beat, il surf, il garage, lo psycho-billy uccisi e divorati in avanzato stato di decomposizione, il tutto supportato da un drumming tribale. Un commento? Meglio una genuflessione.

Diego Accorsi


Secondo preludio alla resurrezione annunciata del mostro della laguna della
pelle nera. B and monster movie con contorno di indumenti di pelle, pizzi,
culi suonati come chitarre garage con riverberi psycho-billy e una sana sana
sanissima (bad) attitude cattivironica.
L’unico motivo per ringraziare “the lord” ad oggi é di aver messo nella
testa di questi punk-rockers la serie delle carte porno di Elvis.
Se il corpo di cristo fosse come quello di Poison Ivy…

Luca Confusione


Eterni venerabili Re Mida del kitsch i Cramps farebbero diventare feticcio di serie B anche nostro Signore al solo semplice sguardo. Qui, in modo criminalmente benevolo, si limitano – e parlare di limite con I Cramps già la dice lunga sul disco in questione – alle sue canzoni triturandole al solito in brandelli di stile liberty-punk-psycho-garage-billy-postcattivogusto. Il lato fashion e nonsense resta, ahimé, un po’ nascosto
Dite che dovrei comunque smetterla di inginocchiarmi? Solo se mi cantate Human Fly mentre vi lecco i baveri di pelle…

Mauro Carassai


Elvis e Marilyn all’inferno……………, con Caronte che a stento riesce reggere l’impatto, la barca ondeggia, le onde sono alte, urli indescrivibili, mosche giganti……, “chi è Satana?, dov’è l’inferno?”, pensa il povero Caronte…….
Imperdibile.

Mauro Pettinari


Non si leggono da nessuna parte, peggio non si sentono. Sono troppo primitive, troppo homo non erectus. Fosse vero quello che sta scritto in copertina?

Marco Paolucci