Lux Mammoth

La collaborazione tra Cat Hope e Dr Alien Smith per il progetto Lux Mammoth si rivela una deflagrazione sonica totale nel campo dello sperimentalismo elettronico. Entrambi sono australiani…La collaborazione tra Cat Hope e Dr Alien Smith per il progetto Lux Mammoth si rivela una deflagrazione sonica totale nel campo dello sperimentalismo elettronico. Entrambi sono australiani con base a Perth ed entrambi provengono da esperienze musicali tra le più eterogenee e insolite tra i frequentatori dell’elettronica. Cat Hope ha suonato con Once Upon a Time, Hugo Race & The True Spirit e Quartered Shadows oltre che nella sua band indie alternative Gata Negra. Dr Alien Smith, ingegnere del suono per più di dieci anni, ha suonato come bassista negli Swapmeat e si è poi reinventato esploratore rumorista con i Kak.. Ma la vera e unica piattaforma possibile di incontro per i due si è rivelata la comune passione per le basse frequenze e per le cupe, ronzanti ambientazioni sonore da scenario post-apocalittico



Entrambi poi guidano una propria etichetta: Bloodstar per Cat Hope, Sound Gallery Label per Dr Alien Smith (tra i cui prodotti figurano anche Car Crash Face del cui album potete leggere la recensione su Kathodik).
In contemporanea con l’uscita del loro secondo album (dopo il devastante “Hertz Circus” del 2000) sempre a nome Lux Mammoth ma per l’italiana Pre Feed, Kathodik ha cercato di saperne di più.

Puoi dirmi qualcosa sull’ambiente musicale australiano per quanto riguarda la musica elettronica o sperimentale?

AL – E’ molto vitale al momento ma ancora molto underground. Ogni città qui sembra avere la sua propria esclusiva scena sperimentale, con un sacco di gente che crea musica davvero interessante. L’enorme distanza fisica insita nello spostarsi in Australia implica che, per quanto riguarda l’intera scena, essa è divisa in tante aree differenti. Sarebbe bello cercare di trovare modi per avere più collaborazione tra tutti. A parte questo aspetto comunque, è molto eccitante qui.

CAT – L’underground significa vitalità e viceversa!

Che cosa prende in considerazione la tua etichetta quando decidi di pubblicare una band o un’artista?

AL – Finora mi sono concentrato su artisti della mia città Perth, ma spero di allargare il mio interesse fino a includere anche altre aree dell’Australia quest’anno. La cosa principale di cui vado in cerca è l’abilità dell’artista di creare un suo proprio, unico sound. Per esempio, il Cd degli High Impedance è un album fatto solamente di chitarre elettriche. Ho avuto modo di sentire molti altri lavori di guitar soundscapes prima, ma lui crea la sua musica in un modo che fa apparire il suono di chitarra come qualcosa di fresco e nuovo. Mi piace pensare che tutte le mie pubblicazioni abbiano lo stesso feeling, che sia fatto di chitarre, di elettronica o di qualcos’altro.

Qual è il vostro background musicale?

CAT – Ho passato anni devastandomi in un conservatorio a studiare il flauto, ma ho sempre amato la musica classica e la amo tuttora, specialmente compositori più recenti come Varese e il vostro Berio. Ora c’è come una sorta di alta rotazione – Sono è sono sempre andata pazza per le musiche dei film e le colonne sonore, come Morricone e John Barry, ma anche molta altra musica dai Low ai Radiosonde a ATR.

AL – In musica sono sempre stato attratto dagli estremi. Le mie prime collezioni di dischi consistevano in death e thrash metal e hardcore punk. Musica pesante ma strutturata. Poi ho cominciato ad ascoltare roba bizzarra come i primi Butthole Surfers, Diamanda Galas e i Mr Bungle. Col passare degli anni il mio lavoro come ingegnere del suono ha finì per cambiare il modo in cui ascoltavo musica e cominciai a focalizzare il mio interesse sul suono più che sulla struttura. Ecco come ho cominciato a interessarmi al noise e alla musica atmosferica. Gruppi come Final, Radiosonde e Social Interiors.

Entrambi considerate i Lux Mammoth il vostro progetto principale o vi considerate due artisti separati uniti in un progetto comune per il fatto di condividere delle idee in fatto di musica?

AL – I Lux Mammoth sono sicuramente il mio progetto principale ma penso che funzioni così bene perché siamo due artisti differenti. Il risultato musicale che creiamo mi stupisce sempre perché suona così coeso e in sintonia.

CAT – I Lux Mammoth si sono evoluti in un modo strano, io non direi nemmeno che abbiamo tutte queste idee in comune, ma andiamo d’accordo e entrambi amiamo…. il BASSO. Personalmente do ad ogni mio progetto (roba solista, I Gata Negra, la mia piccola etichetta Bloodstar e ovviamente i Lux) uno status equivalente, e mi sposto all’interno di essi durante l’anno, mentre nella maggior parte dei casi, cercare di mescolarli si è rivelato abbastanza disastroso.

Alcuni dei paesaggi sonori e delle atmosfere di Hertz Circus sono davvero claustrofobiche e nonostante tutto completamente magnetiche. Preferite che l’ascoltatore consideri la vostra musica come qualcosa di concettuale o preferite che si immerga semplicemente in essa? In altre parole, preferireste che la vostra musica venisse considerata intellettualmente accattivante o emozionalmente coinvolgente?

CAT – Tutto quanto menzionato! Penso dipenda dall’ascoltatore, non da noi; sono contenta che la gente trovi queste cose nei Lux Mammoth, il processo di realizzazione è claustrofobico ed emozionale per me. Malgrado le apparenze, noi siamo scure, claustrofobiche, persone emozionali!

AL – Non ritengo che l’album abbia un concetto guida. Sono fiero del fatto che ognuno che ascolta Hertz Circus senta ed esperisca cose differenti. Ha un’atmosfera molto scura ma nello stesso tempo è molto aperto verso l’individuo. E’ come una colonna sonora per un oscuro film personale, senza gli aspetti visivi. Il miglior modo di ascoltarlo è sedere in una stanza in penombra con gli occhi chiusi e lasciare che la mente crei i suoi scenari.

Come componete di solito i brani?

CAT – Vedi i file TOP SERET. O può essere – si comincia a registrare due bassi dal vivo, poi si aggiunge e si toglie roba dal mix, come suoni che abbiamo potuto raccogliere qua e là e brani di musica che ci piacciono rallentati al massimo o pesantemente alterati in qualche altro modo. O forse – si compra la ricetta al supermarket e si aggiunge vodka.

AL – Sono d’accordo, i bassi danno inizio al processo. Non sappiamo mai cosa succederà ma ci suoniamo addosso l’un l’altro. Poi ci sediamo ad ascoltare cos’è stato creato e aggiungiamo altri suoni per arricchire ciò che nella sostanza è già lì.

E per quanto riguarda il nuovo album? Ci sono differenze significative rispetto a Hertz Circus?

CAT – Hertz Circus è andato avanti quasi casualmente, avevamo a malapena suonato insieme e molto è stato prodotto in fase di missaggio. Infatti credo che una delle tracce sia la nostra prima vera jam insieme. Il nuovo album è migliore nella fase del basso elettrico credo, e ci sono stati meno accorgimenti nel missaggio, sebbene sia difficile da notare. Eravamo appena tornati dal tour negli Stati Uniti e quello deve aver cambiato le cose in qualche modo…

AL – Sì, il tour negli States ha sicuramente giocato un ruolo nel nuovo album. Abbiamo fatto 26 shows in 40 giorni, così abbiamo davvero migliorato la nostra comunicatività musicale durante tutto quel tempo. Abbiamo dovuto anche suonare molte volte con piccoli amplificatori, il che ha reso le cose differenti per noi perché in uno show dal vivo ci piace usare molto volume per creare impatto. Tutte queste circostanze ci hanno riportato a concentrarci sugli strumenti. Il nucleo era sempre lì, ma abbiamo creato molte più atmosfere col basso, e aggiunto meno suoni di contorno stavolta. Ma anche questo, può non essere immediatamente evidente per l’ascoltatore.

Un paio di musicisti con cui vi piacerebbe lavorare?

AL – Mi piacerebbe lavorare con Mike Patton. E’ un artista sorprendente, coinvolto in così tanti progetti interessanti. Mi sbalordisce. Mi piacerebbe anche lavorare con una songwrtiter come PJ Harvey. Lei è un’altra artista stupenda, sebbene in un campo musicale totalmente differente. Mi piacerebbe produrre un suo album e iniettare nel suo lavoro molta più atmosfera e improvvisazione.

CAT – Sono pronta a qualsiasi cosa. Mike Patton mi dà il voltastomaco (con tutto il dovuto rispetto). Mi piacerebbe fare qualsiasi cosa con Berio (è ancora con noi? So che ha dato un party di compleanno non molto tempo fa) e sicuramente con Scott Wlker. Puoi immaginare Scott Walker che produce i Lux Mammoth??? Bene! Non mi sognerei mai di produrre nessun altro, a meno che non mi paghino un sacco!

Sembra esserci un ‘filo rosso’ tra voi e l’Italia… Cat Hope ha suonato coi Quartered Shadows e con Hugo Race (che è nei Sepiatone insieme a una musicista italiana)… inoltre realizzerete un album con l’etichetta Pre Feed. Tutto questo è in qualche modo casuale o vi interessate alla nostra musica?

CAT – Molto è così da parte mia. Ho vissuto in Italia per alcuni anni, e ancora mantengo contatti da voi e torno spesso. Ho suonato in bands come Quartered Shadows, Micevice (con Marta Collica e Giovanni Ferrario – loro mi hanno davvero incoraggiato a scrivere la mia musica, e registrare con loro è stata una di quelle esperienze che ti cambiano la vita!) e ho fatto qualcosa con Hugo. Recentemente ho fatto qualcosa col flauto sul disco di Cesare Basile. Tenersi in contatto con musicisti elettronici come Massimo e Giovanni (che suonano nel nuovo album dei Gata Negra, ma odiano i Lux Mammoth) è ok, e la distanza non deve essere più un tale ostacolo. Per la Pre Feed invece, quello non ha niente a che fare con i miei contatti italiani, abbastanza stranamente, li ha trovati Al. Ma spero che riuscirai a notare il riferimento a Brigan Tony nel nuovo album! Amo Brigan Tony!

Progetti per il futuro?

CAT – Ho fatto un po’ di musica da film, e spero che i Lux Mammoth avranno l’opportunità di fare colonne sonore dato che considero la nostra musica molto filmica.

Al – Lavorare di più con i registi sarebbe ottimo per i Lux Mammoth. Per quanto riguarda l’etichetta mi piacerebbe iniziare più collaborazioni. Mettere in contatto artisti differenti e creare musica unicamente ibrida sarebbe un bell’obiettivo a lungo termine.

Quando avremo il piacere di vedervi suonare in Italia o in Europa?

AL – Mi piacerebbe! Non c’è ancora niente in progetto ma l’Europa sarà sicuramente il prossimo posto da visitare dopo che avremo fatto un tour in Australia. Non avevamo mai progettato di andare negli Usa ma l’occasione è venuta fuori e ci siamo divertiti molto. Spero che col nuovo album su Pre Feed e con la visibilità che sta creando Hertz Circus, salterà fuori anche l’occasione per visitare l’Italia e l’Europa.

CAT – Non appena ci trovi delle date!! Tutti ci dicono che è quasi impossibile in Italia! Stiamo fremendo dalla voglia di venire!! Portaci in tour con te!! Invitaci!! Pasta con la sepia!! Un cafe decente!! [l’ultima frase in italiano]

Mauro Carassai