Germanotta Youth ‘The harvesting of soul’

(Wallace Records 2011)

Artefici di quest’ecatombe sonora sono Massimo Pupillo (Zu), Andrea Basili e Fabio “Reeks” Recchia, in arte Germanotta Youth.
Così come Moore e soci avevano parodiato l’universo mainstream di tre decadi fa col progetto Ciccone Youth, lo stesso fanno ora i Germanotta Youth aggiornando il bersaglio e tiro: laddove il pop eighties di Madonna era sommerso da coltri di rumore e rivisto in un’ottica underground e no-wave, qui l’universo di Lady Gaga, specchio di un oggi senza più punti di riferimento, viene scaraventato in un buco nero. E dall’altro lato ne esce un inferno in musica.
Un frullato di digital hardcore, industrial e grindcore, ode al caos e al rumore in cui tutto è accelerato, estremizzato, al punto che anche la furia e la cattiveria ne risultano trasfigurate, distorte in qualcosa di ancor più nero. E anche quando il bolide infernale frena lo scenario non cambia, sludge metal color del male.
Doppia cassa che perfora timpani e cervello come un martello pneumatico, blast beats da elettrochoc, zero vie di fuga per una mezzora di follia cieca che turba, devasta, svuota l’ascoltatore.
Consigliato ai fan di Locust, Melt Banana e dell’estremo, un pò meno a chi tiene alla propria salute.

Voto: 6

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Autore: alealeale82@yahoo.it