Anton Szandor Lavey ‘Bibbia Satanica’

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Marco Loprete

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Anton Szandor Lavey, l’autore della “Bibbia Satanica”, è una delle figure-chiave della controcultura pop. Soprannominato “il Papa Nero”, svolse numerosi impieghi (lavorò dapprima in un circo, poi come organista, quindi come fotografo per la polizia) prima di avvicinarsi alle teorie occultiste di Aleister Crowley (il padre del satanismo moderno) e di fondare, la notte del 30 aprile 1966, in quel di San Francisco, la Chiesa di Satana.

La prima pubblicazione di questo libro in America risale al lontano 1969. Da noi non era mai giunto fino a questo momento: dunque ringraziamo la Arcana per la decisione di dare alle stampe, seppure con un quarantennio di ritardo, un’opera fondamentale per comprendere certi sviluppi del nostro immaginario – basti pensare alla cinematografia del regista underground Kenneth Anger, ai miti di Cthulhu di Lovecraft, alla figura di Charles Manson, alla nascita del nu-metal (prima di morire, Lavey nominò Marylin Manson reverendo).

Contrariamente a quello che si può pensare, infatti, la Bibbia Satanica  non parla di sacrifici umani, non illustra riti arcani per evocare demoni, ma si propone come un testo imperniato sulla fondazione di una sorta di religione dell’individuo, partendo dal presupposto, come scriveva l’autore, che “il Cristianesimo prospera sull’ipocrisia”. Il Diavolo allora, va inquadrato come simbolo di ribellione totale, rifiuto della morale imperante, edonismo, nonché come modello per la ricerca della ricchezza e soprattutto del piacere personale. Riassumendo, il messaggio dell’opera potrebbe essere: “godetevi il meglio della vita qui e ora”.

Presumibilmente è per questa sua carica ideologica fortemente sovversiva che il libro, sin dalla sua pubblicazione, è stato duramente osteggiato e temuto. Ma forse è proprio per questo suo totale rifiuto del politicamente corretto che nel corso di questi ultimi quattro decenni è stato fatto oggetto di un culto unico (solo negli USA l’opera ha venduto oltre un milione di copie), che ha prodotto commenti ed interpretazioni di ogni genere e addirittura traduzioni amatoriali.

Dunque un’opera fondamentale per comprendere una parte della cultura occidentale odierna.