Overock ‘Warp It’


(Incipit Recordings/Alkemist Fanatix Europe/Audioglobe 2007)

Le ragioni per cui questo “Warp It” degli Overock è un buon disco sono fondamentalmente due: la qualità della scrittura e la grande varietà dei generi attraversati. La band piemontese mescola infatti con disinvoltura emo ed indie rock (The Thin Shape Of A Down), robuste tirate dal sapore punk (la funkeggiante Acid Behaviour, Pefect Puddle), esplosioni melodiche degne degli Incubus (Driveless), robusti pezzi rock ora dalle venature drum n’ bass (Damp) ora segnati da ritornelli epici (Generations In A Pool Of Gray, che nel testo cita il libro di Cristiane F. “Noi ragazzi dello zoo di Berlino”); ed ancora, divagazioni psichedeliche (02, l’arabeggiante Base 16Muse (Unforgettable) ed electro-industrial che strizzano l’occhio ai Ministry (The Wrong Place). Il tutto con una vocalità di stampo new-wave, che ricorda a tratti Robert Smith dei Cure.
Insomma, un lavoro assolutamente interessante, che rifugge i noiosi stereotipi dell’indie nostrano per cercare altre vie, decisamente più accattivanti. Se si può rimproverare una cosa agli Overock è ancora una certa mancanza di personalità (il loro sound, in fondo, si appoggia notevolmente a quello di altri gruppi). E’ anche vero, però, che sono giovani e di strada da fare ne hanno. Possono solo migliorare.

Voto: 7

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