Ölvis ‘Bravado’

(Resonant 2007)

Dall’Islanda dei folletti spunta questo nuovo disco di ambient protosinfonica. Il fatidico terzo album per Orlygur Thor Orlygsson che, insieme alla cricca dei più noti Sigur Ros (sono presenti il batterista e il bassista) e alla violinista delle Amina, compone produce e assembla un concentrato di malinconia post-80, intriso di suoni 4AD, di echi à la Cocteau Twins o Pale Fountains meno rock e più trip(-hop).

Un sentire che si accosta alla scuola icelandic con vibrazioni calde, in certi punti visionarie come le colone sonore western di Ennio Morricone (vedi la citazione chitarristica in Go Ape) o glaciali come gli adagi di Grieg (War Chant) il tutto mescolato da raffreddamenti elettrici (citazioni qui e là ai maestri electro-progressive Tangerine Dream).

In più si aggiunge la voce calda di Ölvis che amalgama e collega i vari pezzi, una colla post-folk discendente da Barrett (cui l’album è dedicato) e da Jaga Jazzist. Meditazioni oniriche che non guastano, mai pesanti o pretenziose. Insomma un disco che non sconvolge, ma che nemmeno guasta.

Voto: 7

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Autore: taffey6977@gmail.com