Model Citizen ‘Save It For The Campfire’

(Nicotine Records 2006)

L’immagine in copertina è dannatamente programmatica. Punto primo: prima di parlare di rock lurido bisogna dare un’occhiata al roster Fat Possum. Punto secondo: accorgersi che buona parte dei Model Citizen erano membri di Dexateens e Paul Wine Jones, ovvero una delle tante gemme del suddetto catalogo. Punto terzo: le sigarette, ovvero il whisky, ovvero la polvere, ovvero il rock, ovvero gli Who, ovvero i ballatoni, ovvero i Lynyrd Skynyrd; che poi c’è soprattutto il garage, ovvero gli Oblivians, ovvero Blues Spencer, quindi di fatto anche il blues; e torniamo come per magia alla Fat Possum. Il fatto è che nei Model Citizen tutto questo si trova in dosi più o meno calibrate (meno southern e blues e più punk e pure pop volendo, ma non è questo il punto), ma il solo notare che nel luogo di provienienza vi sia scritto “Alabama” ci fa sentire il loro slide come una pura panacea nei confronti dell’ultimo deludente (dai, diciamolo: brutto) lavoro degli Immortal Country Killer. Aggiungeteci della terra e del sole, un futuro che sembra sempre di più quello di scuoti-coscienze-stantìe come fu quello degli Oblivians (con i quali ci sono più molti punti in comuni di quanti si potrebbero pensare) e un’uscita pure per la Nicotine Records, che è italiana e soprattutto con una lungimiranza che ha del magico. Staremo a vedere.

Voto: 7

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Autore: pickwock@hotmail.com